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	<title>Specchio antico &#187; Viaggi</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Auschwitz</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 17:41:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;In questa stanza, per rispetto, è vietato fotografare&#8221; dice la guida. E io cosa potrei fotografare qui? Come potrei rendere con un’immagine quello che vedo? Non potrei. Con tutta la mia attrezzatura e la mia esperienza. Anche se mi lasciassero solo e libero. Posso solo guardare, e camminare davanti alle vetrine con i capelli dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1266" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/22072012-DSC_8629.jpg"><img class="size-medium wp-image-1266" title="Valigia" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/22072012-DSC_8629-300x199.jpg" alt="La valigia di Raphaela e Sara Tausik" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La valigia di Raphaela e Sara Tausik</p></div>
<p>&#8220;In questa stanza, per rispetto, è vietato fotografare&#8221; dice la guida. E io cosa potrei fotografare qui? Come potrei rendere con un’immagine quello che vedo? Non potrei. Con tutta la mia attrezzatura e la mia esperienza. Anche se mi lasciassero solo e libero. Posso solo guardare, e camminare davanti alle vetrine con i capelli dei prigionieri. Una sola vetrata, in più vetrine: una, due, tre&#8230; ma quante sono? E quanto è alto il mucchio? Quattro tonnellate, in questa stanza, dice la guida. Una quantità per camionisti. E sono solo quelli che erano rimasti negli ultmi giorni prima della liberazione del campo. Gli altri sono stati spediti alle fabbriche tessili, per farne tessuti. L’orrore si capisce anche con i passi sgomenti che ti porti in fondo alla stanza, poi a farne il giro e a uscire. Fotografare? No, grazie. Sarebbe inutile.</p>
<p>Auschwitz è così: è fatta di quantità e dettagli. Hai visto decine di volte le foto degli isolatori sui fili spinati. Ma non mi ero mai reso conto di quanti fossero i reticolati in questo posto. Le valligie accatastate sono tante, ma che erano Tausik Raphaela e Sara che abitava in Blumauergasse 10/9? Così avevano scritto, con cura, sulla loro valigia per ritrovarla dopo la doccia. Ho visto le baracche altre volte, ma la vastità di Birkenau si percepisce solo camminando, con quel portale così famoso che rimpicciolisce pian piano alle spalle. Ed è il lato minore. Di qua e di là possiamo solo immaginare le file di baracche in legno di cui sono rimasti gli inutili camini. Perchè il carbone serviva per altri usi.</p>
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		<title>Amore Lavoro Pace Salute.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:44:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Approfittando di un giretto a Roma per altri motivi ho visitato la Mostra &#8220;Il senso della vita: amore, lavoro, pace, salute&#8221; di National Geographic Italia.  Ottanta foto che mi hanno provocato reazioni che vanno da &#8220;Questa non ce la farò mai&#8221; a &#8220;forse con un po&#8217; di fortuna&#8221; a &#8220;Così brutte non ne farò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfittando di un giretto a Roma per altri motivi ho visitato la Mostra &#8220;<a href="http://www.nationalgeographic.it/fotografia/2012/03/07/foto/mostra_fotografica_il_senso_della_vita-888378/1/" target="_self">Il senso della vita</a>: amore, lavoro, pace, salute&#8221; di National Geographic Italia.  Ottanta foto che mi hanno provocato reazioni che vanno da &#8220;Questa non ce la farò mai&#8221; a &#8220;forse con un po&#8217; di fortuna&#8221; a &#8220;Così brutte non ne farò mai&#8221; (una sola: un bambino denutrito fotografato senza pietà).</p>
<p>Tralasciamo i commenti sull&#8217;abbondanza di foto con animali nella sezione Amore.  Niente da dire sulle bellissime foto su Lavoro, Salute e Pace. Ma evidentemente, anche per i fotografi di National Geographic come per me, alla fine la cosa più difficile da raffigurare è la Pace. La cosa bella è che nella Pace c&#8217;è tanta preghiera, monaci, persone di etnie diverse che pregano insieme. Funziona molto l&#8217;accostamento kefiah-boccoloni da ebreo ortodosso. Ma la donna vestita di azzurro sul deserto ocra, perché? Perché quel bambino che mi guarda? Perché è sudafricano? Perché quei soldati coi palloncini rosa, quando quel rosa è il nemico? La foto più bella è di McCurry: campo d&#8217;orzo, carrarmato, contadino col badile in spalla . Il colpo di genio è il badile parallelo al cannone, l&#8217;insieme ha una forza indescrivibile.</p>
<p>A parte quest&#8217;ultima, le foto più belle sulla Pace sono forse quelle fuori da questa sezione. Perché la Pace è Amore, Lavoro e Salute. Semplicemente.</p>
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		<title>Vacanze in barca</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stavo per alzare la mano quando Ombretta Colli ha chiesto &#8220;Chi non ha mai fatto una vacanza in barca?&#8221;
Poi mi sono ricordato: ma certo, come no, a dodici anni con gli Scout.
Una corvetta della Marina ci ha portati fino a Monfalcone, dove avevamo  spedito le nostre barche a remi. Da lì siamo partiti, vogando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo per alzare la mano quando Ombretta Colli ha chiesto &#8220;Chi non ha mai fatto una vacanza in barca?&#8221;</p>
<p>Poi mi sono ricordato: ma certo, come no, a dodici anni con gli Scout.</p>
<p>Una corvetta della Marina ci ha portati fino a Monfalcone, dove avevamo  spedito le nostre barche a remi. Da lì siamo partiti, vogando in sei per barca, più uno la timone. Piccole barche, dove troviamo posto noi, gli zaini e la cassa con il materiale per cucinare. Risalivamo il fiume Isonzo, un viaggio fra l&#8217;acqua, il verde e il cielo. Alla mattina voga, poi montare la vecchia tenda militare americana e cucinare su un fuoco di legna. Poi al pomeriggio giochi.</p>
<p>A un certo punto l&#8217;avventura, quella vera, non programmata. La corrente si fa forte, l&#8217;acqua bassa, proviamo a scendere e spingere. Niente da fare, un&#8217;indicazione dei capi e si porta la barca verso la sponda più lontana, dove c&#8217;è un terreno dov&#8217;è possibile accamparsi. Ma siamo lontani dalle case, il sacerdote che ci accompagna fa la spola con la macchina per riempire le taniche di acqua. Nella notte, nubifragio, il vento fa cadere le povere tende. Marcia notturna, fino al fienile, sopra la grande stalla dell&#8217;azienda vicina. Il contadino disfa per noi le balle di paglia che ci fanno da coperta. Il giorno dopo, mente lavoriamo per rimettere in sesto l&#8217;attrezzatura ed asciugare i panni, Arrigo conia il motto del campo. &#8220;Isonzo, Isonzo, che fiume strano!&#8221;. Ripartiamo, dopo che i più grandi hanno portato le barche oltre la zona delle correnti forti. Un paio di giorni placidi sul canale Isonzato, alternando voga e giochi. Intanto a Rimini i nostri genitori hanno saputo del nubifragio e partono al nostro soccorso. Girano in auto per l&#8217;intera giornata, non ci trovano, è ora di tornare. Prima di risalire in auto una mamma grida disperata il nome del figlio &#8220;Angelo!&#8221;. Dall&#8217;altra parte del canale Angelo si affaccia dall&#8217;argine &#8220;Ciao mamma, cosa c&#8217;è?&#8221;.</p>
<p>Poi arriviamo alla laguna di Grado, tappa lunghissima, col vento contro. Arriviamo tardi, le quattro del pomeriggio, piantiamo la tenda, mangiamo, poi un pisolino. Al risveglio ci troviamo di fronte al mistero di un campo silente e di un cartoccio di salumi comparso sulla porta della tenda: avevamo dormito fino all&#8217;alba del mattino dopo e i capi ci avevano lasciato la cena davanti alla tenda. A questo punto il campo diventa fisso si possono iniziare giochi in barca. Solo che non conoscendo le regole della laguna ci troviamo impantanati nella bassa marea a spingere le barche in una spanna d&#8217;acqua, con le gambe che affondano nella melma putrida. Ma riusciamo lo stesso a combinare il grande gioco finale.</p>
<p>Poi si torna e non si vede l&#8217;ora di ripartire.</p>
<p>Chissà se Formigoni si è divertito così tanto nelle sue vacanze in barca.</p>
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		<title>Ma era necessario?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 07:38:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Disclaimer. Questo post tratta di un argomento scabroso, anche se non scenderò in dettagli. Inoltre l&#8217;argomento è assolutamente futile, per non dire stupido. Quindi potete fare a meno di leggerlo. In ogni caso non vi dirò mai quale effetto ha avuto la cosa sulla mia autostima.
La cosa non è grave, quando me ne sono accorto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Disclaimer</strong>. Questo post tratta di un argomento scabroso, anche se non scenderò in dettagli. Inoltre l&#8217;argomento è assolutamente futile, per non dire stupido. Quindi potete fare a meno di leggerlo. In ogni caso non vi dirò mai quale effetto ha avuto la cosa sulla mia autostima.</p>
<p>La cosa non è grave, quando me ne sono accorto ho anche riso. Non riesco a spiegarmi la ragione, anche se non perderò il sonno per  questo. Una spiegazione potrebbe essere quella che chi ha steso il progetto è una donna. Non gliene faccio una colpa, è una situazione in cui non si è mai trovata e avrebbe avuto oggettive difficoltà a mettersi nei panni di un maschio. Penso anche capire che il rendering 3D possa visualizzare realisticamente gli ambienti, ma che non sia programmato per simulare quella particolare circostanza. Del resto la scelta progettuale di fondo è corretta, lo sanno anche i bambini che gli specchi negli ambienti piccoli allargano gli spazi.</p>
<p>Ma quello specchio dietro al water del bagno del Frecciarossa, deve proprio arrivare così in basso?</p>
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		<title>Foto non fatte</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 17:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci avevo pensato già in Zambia, poi ho lasciato perdere. Adesso che gli elenchi vanno di moda, compilo l&#8217;elenco delle
Foto che non ho fatto in Zambia

Una bambina piccolissima, davanti alla baracca in un compound, che spazzava la strada sterrata con una scopa alta come lei.
 In un mercato, un negozio di abiti di foggia occidentale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci avevo pensato già in Zambia, poi ho lasciato perdere. Adesso che gli elenchi vanno di moda, compilo l&#8217;elenco delle<br />
<strong>Foto che non ho fatto in Zambia</strong></p>
<ul>
<li>Una bambina piccolissima, davanti alla baracca in un compound, che spazzava la strada sterrata con una scopa alta come lei.</li>
<li> In un mercato, un negozio di abiti di foggia occidentale, ordinatissimo e pulitissimo, con il padrone elegantissimo e distintissimo seduto fuori. Ma se non dico che il mercato era una baraccopoli di assi e teli di plastica con le strade di terra battuta, voi non capite.</li>
<li>L&#8217;insegna “Obama&#8217;s Pub”.</li>
<li>Una donna nella sua chitenga colorata che frigge fette di patate dolci all&#8217;angolo di una strada e te le vende avvolte in carta di giornale. Dietro di lei, sulla facciata di un palazzo, una pubblicità di quattro piani mostra il viso di una ragazza con occhiali e tailleur che parla al cellulare.</li>
<li>L&#8217;insegna “The pub with no name”.</li>
<li>Un meccanico che ripara biciclette per la strada.</li>
<li>Un poliziotto in fila alla cassa del supermercato. Col Kalashnicov a tracolla.</li>
<li>Vecchie bombole di gas per saldature usate come fittoni per delimitare il piazzale di un centro commerciale.</li>
<li>I fotografi che per la strada fanno fototessere con un telo appeso alla parete e una Polaroid su un cavalletto (ma dove trovano le pellicole?).</li>
<li>Un posto di blocco della Polizia sulla strada per Kitwe. I bidoni sono verniciati a brillanti colori con le pubblicità degli sponsor e così pure la garitta.</li>
<li>Un posto di blocco della Polizia sulla strada per il Congo, fatto di vecchi bidoni ammaccati e pali di legno. Una tettoia arrugginita, a guardarla bene, è il tetto di una autobus. Sopra c&#8217;è il nome della ditta che l&#8217;ha donata, dipinto a grosse pennellate.</li>
<li>L&#8217;insegna “Affordable coffins” (bare abbordabili).</li>
<li>Un telo steso in terra per vendere libri usati. Fra i titoli “The isle of the day before” di Umberto Eco.</li>
<li>La gente dei tanti minibus che abbiamo preso, stretti nelle cinque file di sedili.</li>
<li>I bambini sull&#8217;autobus per Lusaka che ci guardavano curiosi.</li>
<li>Certi camion stranissimi, che da noi non si trovano, come quelli con motrice, bilico e poi un altro bilico.</li>
<li>La montagna di scorie nere della miniera di Kitwe.</li>
<li>L&#8217;insegna “Elegant chiks boutique” (Boutique per pollastre eleganti).</li>
</ul>
<p>Fino qui le foto che non ho potuto fare, perché da soli non è prudente per un bianco scattare per le strade, soprattutto se non si è accompagnati da uno zambiano.<br />
Altre foto che potevo fare e non ho voluto fare, non ve le racconto nemmeno. Vi dico solo una parola: miseria.</p>
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		<title>Answa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 19:57:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Answa non aveva paura di me. Si agitava e allungava le manine, voleva vedere da vicino il musungo. Aveva adocchiato l&#8217;orologio luccicante e ha finito col dargli una leccatina per farsene meglio un&#8217;idea.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100806-DSCN9786.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-635" title="20100806-DSCN9786" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100806-DSCN9786.jpg" alt="20100806-DSCN9786" width="500" height="333" /></a></p>
<div id="attachment_637" class="wp-caption alignright" style="width: 409px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100806-DSC_9378.jpg"><img class="size-full wp-image-637" title="20100806-DSC_9378" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100806-DSC_9378.jpg" alt="Answa" width="399" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Answa</p></div>
<p>Answa non aveva paura di me. Si agitava e allungava le manine, voleva vedere da vicino il musungo. Aveva adocchiato l&#8217;orologio luccicante e ha finito col dargli una leccatina per farsene meglio un&#8217;idea.</p>
<div id="attachment_736" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.unpastoalgiorno.org/"><img class="size-full wp-image-736" title="pastoalgiorno" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/pastoalgiorno.jpg" alt="pastoalgiorno" width="218" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Potete contribuire anche voi</p></div>
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		<title>Ba John</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 19:39:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Ba John è uno dei primi membri zambiani della Comunità Papa Giovanni XXIII. Vive nel Compound di Nkwazi  e lì anima un centro nutrizionale e un progetto per gli anziani. Molto bravo a cantare, non perde occasione di animare un coro e lo fa anche per ricordare alle mamme i vantaggi dell&#8217;allattamento al seno.
Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8819.jpg"><img class="size-full wp-image-609 aligncenter" title="20100803-DSC_8819" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8819.jpg" alt="20100803-DSC_8819" width="600" height="399" /></a></p>
<div id="attachment_626" class="wp-caption alignright" style="width: 457px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_87591.jpg"><img class="size-full wp-image-626" title="20100803-DSC_8759" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_87591.jpg" alt="Ba John" width="447" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Ba John</p></div>
<p style="text-align: right;">Ba John è uno dei primi membri zambiani della Comunità Papa Giovanni XXIII. Vive nel Compound di Nkwazi  e lì anima un centro nutrizionale e un progetto per gli anziani. Molto bravo a cantare, non perde occasione di animare un coro e lo fa anche per ricordare alle mamme i vantaggi dell&#8217;allattamento al seno.</p>
<p style="text-align: right;">Nel centro nutrizionale conduce l&#8217;incontro e tiene le registrazioni del peso e del cibo distribuito.</p>
<p style="text-align: right;">Ci ha promesso che la prossima volta ci accompagna nel villaggio dove è nato.</p>
<div id="attachment_736" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.unpastoalgiorno.org/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-736  " title="pastoalgiorno" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/pastoalgiorno.jpg" alt="pastoalgiorno" width="218" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Potete contribuire anche voi</p></div>
<p style="text-align: right;">
<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8847.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-622" title="20100803-DSC_8847" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8847.jpg" alt="20100803-DSC_8847" width="600" height="399" /></a></p>
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		<title>La so! /2</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 05:42:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al centro nutrizionale nel compound di Nkwazi Ba John non si limita a spiegare i vantaggi dell&#8217;allattamento al seno, ma poi vuole sapere se le mamme hanno capito. E quindi interroga.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8767.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-598" title="20100803-DSC_8767" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/20100803-DSC_8767.jpg" alt="20100803-DSC_8767" width="399" height="600" /></a>Al centro nutrizionale nel compound di Nkwazi Ba John non si limita a spiegare i vantaggi dell&#8217;allattamento al seno, ma poi vuole sapere se le mamme hanno capito. E quindi interroga.</p>
<div id="attachment_736" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.unpastoalgiorno.org/"><img src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/pastoalgiorno.jpg" alt="Potete contribuire anche voi" title="pastoalgiorno" width="218" height="130" class="size-full wp-image-736" /></a><p class="wp-caption-text">Potete contribuire anche voi</p></div>
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		<title>La so!</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 20:58:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tempo di verifica alla scuola di Ukubalula. Anche questa è una &#8220;special unit&#8221;. Qualche ragazzo comunque impara in fretta. Anche a rispondere col quaderno sotto il banco.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di verifica alla scuola di Ukubalula. Anche questa è una &#8220;special unit&#8221;. Qualche ragazzo comunque impara in fretta. Anche a rispondere col quaderno sotto il banco.<a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100727-DSC_8129.jpg"><img src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100727-DSC_8129.jpg" alt="20100727-DSC_8129" title="20100727-DSC_8129" width="600" height="399" class="alignleft size-full wp-image-584" /></a></p>
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		<title>Colazione da Tina</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 20:25:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Colazione nella cucina della Hoky Family House.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Colazione nella cucina della Hoky Family House.<a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100724-DSC_7753.jpg"><img src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100724-DSC_7753.jpg" alt="20100724-DSC_7753" title="20100724-DSC_7753" width="600" height="399" class="alignleft size-full wp-image-566" /></a></p>
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