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	<title>Specchio antico &#187; Darwin</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Petaloso, pensieri per una piccola parola</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 20:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sui social network è stato un giorno di follia. La parola petaloso ha cominciato a rimbalzare in rete e, dovunque sia arrivata, ha provocato reazioni divertite e divertenti. Legioni di creativi (me compreso) si sono cimentati con la nuova parola, chi scrivendo, chi disegnando, chi tirando fuori una foto dal&#8217;archivio. I giornalisti hanno indagato, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1829" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/Petaloso.jpg"><img class="size-medium wp-image-1829" title="Fiore petaloso" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/Petaloso-300x196.jpg" alt="Fiore petaloso" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Il mio Tweet così come è apparso al Tg1 delle 20</p></div>
<p>Sui social network è stato un giorno di follia. La parola petaloso ha cominciato a rimbalzare in rete e, dovunque sia arrivata, ha provocato reazioni divertite e divertenti. Legioni di creativi (me compreso) si sono cimentati con la nuova parola, chi scrivendo, chi disegnando, chi tirando fuori una foto dal&#8217;archivio. I giornalisti hanno indagato, i pubblicitari hanno improvvisato slogan per dimostrare che i loro prodotti fossero petalosi.</p>
<p>La cosa merita qualche commento.</p>
<p>Vediamo come è nata.</p>
<p>Un bambino, Matteo, commette un errore: scrive un aggettivo che non esiste.</p>
<p>La maestra invece di guardare solo all&#8217;errore, commenta che l&#8217;errore è &#8220;bello&#8221; e valuta il compito positivamente.</p>
<p>La cosa poteva finire lì. Invece la maestra decide di consultare nientepopodimenoche l&#8217;Accademia della Crusca.</p>
<p>L&#8217;Accademia della Crusca risponde, rientra nei suoi compiti istituzionali. Lo fa con una bella lettera, in cui approfitta per spiegare a quei bambini come una parola entra a far parte del vocabolario.</p>
<p>La maestra decide che quella cosa non deve restare solo per la sua classe e condivide su un social network.</p>
<p>E qui &#8220;petaloso&#8221; esplode, diventa virale. Su Facebook il post viene condiviso, commentato, nascono altri post sull&#8217;argomento che a loro volta vengono condivisi. Su Twitter #petaloso entra nell&#8217;Olimpo degli hashtag di tendenza, Istagram fiorisce di immagini petalose. I giornalisti hanno indagato, i pubblicitari hanno improvvisato slogan per dimostrare che i prodotti dei loro clienti fossero petalosi.</p>
<p>Un gioco? Forse, ma alla parola &#8220;gioco&#8221; scatta un&#8217;associazione: chi conosce la teoria dei giochi potrebbe parlare di &#8220;gioco a somma non zero&#8221;. L&#8217;economia classica ci ha abituato ai giochi &#8220;a somma zero&#8221; dove se uno guadagna l&#8217;altro perde. Questo, invece, è un gioco dove molti hanno guadagnato senza che nessuno abbia perso. Certo, i guadagni di molti sono esprimibili soprattutto in termini di stima e autostima. Questo vale soprattutto per Matteo, per la maestra e per l&#8217;Accademia della Crusca, che ha avuto un guadagno di immagine non indifferente. Ma una notizia che rimbalza per il Web genera anche dei ritorni economici e le agenzie pubblicitarie non hanno certo lavorato gratis.</p>
<p>Il tutto è partito da gesti gratuiti: la maestra poteva chiudere lì, l&#8217;Accademia della Crusca poteva dare una risposta concisa e burocratica, di nuovo la maestra poteva tenere per sé la lettera di risposta. Invece hanno fatto qualcosa in più e ne hanno ricavato qualcosa per sè e per gli altri.</p>
<p>Un&#8217;altre considerazione. Da tempo, insieme ad altri, lavoriamo al progetto della &#8220;Scuola del Gratuito&#8221;. Fra le molte cose che diciamo che anche l&#8217;errore è positivo, è una occasione di imparare. Quale migliore esempio di questo?</p>
<p>Ma prima di noi ci aveva pensato Darwin. O meglio possiamo desumerlo dalla sintesi moderna che si fa tra teoria di Darwin e genetica. Pensateci un attimo: &#8220;petaloso&#8221; nell&#8217;ecosistema del Vocabolario esistente sarebbe un errore, così come lo sono le mutazioni. La lettera dell&#8217;Accademia si presta bene anche a spiegare come funzioni l&#8217;evoluzione: se la parola trova un ecosistema favorevole sopravviverà e potrà farne parte in permanenza.  Magari nel passato qualche altro bambino ha prodotto la stesa parola, ma non ha trovato l&#8217;ambiente favorevole: la maestra ha fatto un segno rosso e dato un voto in meno. Mentre scrivo apprendo che Michele Serra l&#8217;aveva già usata nel &#8216;91 su Panorama, evidentemente non era il posto giusto.  Per il momento l&#8217;ecosistema Web ha reagito molto bene. Non resta che aspettare e continuare ad usare questa simpatica parola.</p>
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		<title>Occhi per l&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 11:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Pare che le cellule sensibili al blu nel nostro occhio siano poche e in posizione priferica. Per chiarire  il mistero il professor Gasper Tkacik ha raccolto  5.000 foto scattate in Botswana.  Le ha poi analizzate con un particolare algoritmo al computer e ha stabilito che la configurazione delle cellule sensibili al blu che raccoglie il maggior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_892" class="wp-caption alignright" style="width: 430px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/20100810-DSC_9883.jpg"><img class="size-full wp-image-892 " title="20100810-DSC_9883" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/20100810-DSC_9883.jpg" alt="Botswana - Parco del Chobe" width="420" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Botswana - Parco del Chobe</p></div>
<p>Pare che le cellule sensibili al blu nel nostro occhio siano poche e in posizione priferica. Per chiarire  il mistero il professor Gasper Tkacik ha raccolto  5.000 foto scattate in Botswana.  Le ha poi analizzate con un particolare algoritmo al computer e ha stabilito che la configurazione delle cellule sensibili al blu che raccoglie il maggior numero di fotoni da quelle immagini è molto vicina a quella dell&#8217;occhio umano. Quindi ne ha dedotto che l&#8217;occhio umano si è evoluto nella Savana africana.</p>
<p>Chissà se questa è una delle ragioni di quel mal d&#8217;Africa che ci assale alla vista dei paesaggi di quel continente.</p>
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		<title>Benvenuto Darwin!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 21:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[Preceduta di qualche giorno dalla Chiesa Anglicana,  finalmente anche la Chiesa Cattolica comincia a mettere i puntini sulle i a proposito di Darwin.
&#8220;Non esiste a priori incompatibilità  tra le tesi di Charles Darwin e la Bibbia&#8221; ha affermato il presidente del Pontificio  Consiglio della Cultura, l&#8217;Arcivescovo Gianfranco Ravasi annunciando un simposio sul tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preceduta di qualche giorno dalla Chiesa Anglicana,  finalmente anche la Chiesa Cattolica comincia a mettere i puntini sulle i a proposito di Darwin.</p>
<p>&#8220;Non esiste a priori incompatibilità  tra le tesi di Charles Darwin e la Bibbia&#8221; ha affermato il presidente del Pontificio  Consiglio della Cultura, l&#8217;Arcivescovo Gianfranco Ravasi annunciando un simposio sul tema che si svolgerà in marzo.</p>
<p>La mia speranza è soprattutto che questo messaggio arrivi a tutti, cattolici e non, e che ci sia veramente chiarezza e non, come al solito, un gran polverone alzato dai media.</p>
<p>Tale è stato, ad esempio, il caso del cosiddetto &#8220;intelligent design&#8221;, la cui storia ha dei lati grotteschi. Tutto è iniziato con uno scienziato che, al cospetto della complessità della coda di un batterio (non sto scherzando), pur non negando l&#8217;evoluzione, si è lasciato sfuggire: &#8220;questo è troppo complicato non si può spiegare solo con l&#8217;evoluzione, deve essere opera di un progetto intelligente&#8221;. Poco tempo dopo rinnegava questa sua teoria, dato che qualcuno gli ha spiegato che la Scienza, da tempo, aveva già dato diverse spiegazioni di come possono formarsi meccanismi complessi.</p>
<p>Si dovrebbe obiettare anche che se gli scienziati tirassero in ballo Dio ad ogni cosa che non riescono a spiegare, la Scienza avrebbe da tempo chiuso bottega e noi non avremmo molte delle simpatiche cose che rendono così varia la vita di oggi.</p>
<p>Inoltre, anche se a prima vista questo ridarebbe a Dio un ruolo di primo piano nel Creato, a guardare bene il Creatore in questa teoria ci fa piuttosto la figura del pasticcione. Il meraviglioso Creato, infatti, ad uno studio attento appare un&#8217;accozzaglia di pezzi molto ben adattati piuttosto che il progetto di una mente intelligente. Per farla breve mi piacerebbe saper perchè la supposta divinità del &#8220;progetto intelligente&#8221; si sia data tanto da fare con la coda di un batterio e non ci abbia dato una spina dorsale un po&#8217; milgiore di quella che abbiamo, che sembra il risultato dell&#8217;adattamento di un quadrupede alla posizione eretta. Oppure perchè le seppie abbiano un attacco della retina migliore del nostro. L&#8217;evoluzione lo spiega, il progetto intelligente no.</p>
<p>Comunque la teoria ha trovato in breve il favore delle sette protestanti fondamentaliste del Sud, che ancora non si sono rassegnate all&#8217;idea che ci siamo evoluti. Poichè queste sette fanno parte della base elettorale del Prsidente Bush, il simpatico George W. ha dato pubblicamente segni di simpatia verso queste teorie. La stampa ne ha parlato e la notizia è arrivata anche da noi, propagata da giornalisti che evidentemente non distinguono un Battista da un pescatore di frodo. Dato che da noi in quel periodo una delle strategie di governo era quella di scimmiottare Bush, una delle brillanti mosse del Ministro Moratti è stata quella di togliere l&#8217;evoluzione dai programmi delle medie, trovando pure un Bertoncelli, pardon, un Bertagna che le forniva motivazioni pedagogiche.</p>
<p>Ma la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica da tempo non è più contraria alla teoria dell&#8217;evoluzione. Quello che non può accettare è il cosiddetto Darwinismo, cioè la pretesa di negare l&#8217;esistenza di Dio attraverso l&#8217;evoluzione.</p>
<p>Speriamo che il 150° anniversario della nascita di Darwin serva a chiarire gli equivoci.</p>
<p>Anche perchè sono convinto che le teorie di Darwin ci aiutino a scopreire cose bellissime. Anche su Dio.</p>
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