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	<title>Specchio antico &#187; Don Oreste Benzi</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Ho visto&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 May 2017 20:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Don Oreste]]></category>
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		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Don Oreste Benzi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto lavorando su dispense di don Oreste di metà degli anni &#8216;50. Uno dei temi che mi piacerebbe sviluppare è quello del suo stile di scrittura. Ad esempio faceva un gran uso dell&#8217;iterazione, vale a dire la ripetizione di una parola o di una breve frase per dare forza e incisività al discorso. Ho trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto lavorando su dispense di don Oreste di metà degli anni &#8216;50. Uno dei temi che mi piacerebbe sviluppare è quello del suo stile di scrittura. Ad esempio faceva un gran uso dell&#8217;iterazione, vale a dire la ripetizione di una parola o di una breve frase per dare forza e incisività al discorso. Ho trovato un brano che mi ha colpito per come espone, secondo me, il cuore del suo modo di avvicinarsi agli ultimi. Ma, in prima battuta, aveva attirato la mia attenzione un qualcosa nel linguaggio. Mi sono preso la libertà di dividerlo come se fosse una poesia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Ho visto</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">un ragazzo povero, stracciato, disprezzato:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">eppure quel ragazzo</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">ha un valore infinito.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Ho visto</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">un ragazzo che non vive in grazia,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">chi lo vede</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">lo direbbe un disgraziato:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">la sua bocca sembra una bocca dell&#8217;inferno,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">eppure quel ragazzo</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">ha un valore infinito.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Ho visto</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">un ragazzo simpatico, bello, brillante</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">e tutti gli vanno dietro eppure nessuno lo ama</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">perché nessuno ha scoperto in lui</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">un valore infinito</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Gli uomini</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">non sono divisi</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">in categorie di grandi e piccoli,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">gli uomini</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">sono tutti</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">di un valore infinito.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Hanno un valore infinito</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">perché sono oggetto dell&#8217;amore di Dio:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">Dio li ama, così come sono,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">e tutto ciò</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">che è toccato dall&#8217;amore di Dio,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">diventa prezioso,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">e Dio li ama</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">tanto che non accetta come vero</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">l&#8217;amore dell&#8217;uomo verso di Lui</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">se non ha</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">come seconda faccia</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Courier New&quot;, monospace;">l&#8217;amore al prossimo.</span></p>
<p>Ho visto” un incipit che a qualcuno ricorderà la canzone di Francesco Guccini “Dio è morto”. La canzone, come dichiarato più volte dal cantautore, gli fu ispirata da un poema di Allen Ginsberg, poeta della Beat Generation, “L&#8217;urlo”, che inizia per l&#8217;appunto con le parole <em>“Ho visto le menti migliori della mia generazione&#8230;”</em></span>.</p>
<p>Io sono uno che va a vedere su Wikipedia. La dispensa è databile con una certa sicurezza nei primi mesi del 1957, gennaio o febbraio (questo su Wikipedia non c&#8217;era). “L&#8217;urlo” fu letto per la prima volta in pubblico nel 1955 e pubblicato in un libro in America nel 1956. La traduzione italiana fu pubblicata nel 1965.</p>
<p>Cosa pensare? Don Oreste era così attento all&#8217;attualità culturale da conoscere un recentissimo prodotto dell&#8217;avanguardia culturale americana che aveva suscitato un forte scalpore, ma non era ancora stato tradotto? Una pura, ma impressionante coincidenza? Davvero non so cosa pensare.</p>
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		<title>Ciclostile</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2015 09:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Don Oreste]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclostile]]></category>
		<category><![CDATA[Don Oreste Benzi]]></category>
		<category><![CDATA[sessantotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto scrivendo un articolo e inciampo in una parola: ciclostile. Mi toccherà spiegarla, sulla rivista non posso mettere un link a Wikipedia, chi sa più cos&#8217;è un ciclostile oggi? Oggi che abbiamo tutti una stampante in casa,  che con un post su Facebook raggiungiamo decine di amici con la speranza che lo condividano e diventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto scrivendo un articolo e inciampo in una parola: ciclostile. Mi toccherà spiegarla, sulla rivista non posso mettere un <a title="Wiki" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclostile" target="_blank">link a Wikipedia</a>, chi sa più cos&#8217;è un ciclostile oggi? Oggi che abbiamo tutti una stampante in casa,  che con un post su Facebook raggiungiamo decine di amici con la speranza che lo condividano e diventi virale. E lo stesso dicasi per il tweet, la foto su Istagram e il video su You Tube. E poi se vogliamo raggiungere tutti i nostri contatti basta aggiungere gli indirizzi ad una e-mail. O spedire un messaggio ad un gruppo di WhatsApp.</p>
<p>Ma prima del computer c&#8217;era il telefono (fisso) e c&#8217;erano le poste. E per fare una copia di una lettera c&#8217;era&#8230; , no, non c&#8217;era niente, neanche la fotocopiatrice. Al massimo, in qualche ufficio c&#8217;era una macchinetta &#8220;a spirito&#8221; che permetteva di fare una-copia-una trasferendo i caratteri per contatto con l&#8217;alcool. Ci si doveva pensare prima. Se le copie erano poche si usavano diversi strati di carta carbone e carta velina infilati nella macchina da scrivere. Se si pigiava forte si arrivava a sei copie in un colpo. E se i numeri erano più alti si doveva ricorrere al ciclostile.</p>
<div id="attachment_1761" class="wp-caption alignright" style="width: 412px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2015/11/2008-07_lug_13_106.jpg"><img class="size-full wp-image-1761" title="Ciclostile" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2015/11/2008-07_lug_13_106.jpg" alt="Ciclostile" width="402" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Ciclostile al &quot;Museo del Comunismo&quot; di Praga</p></div>
<p>Il ciclostile. Di solito da bambini se ne faceva la conoscenza in parrocchia (o nella sezione del partito) dove, in una stanza  qualcuno girava la manovella di una rumorosa macchina per sfornare una pila di fogli stampati su una carta ruvida odorosa di inchiostro. Nascevano così gli avvisi da distribuire, in genere a mano, uno per uno, casa per casa o con un volantinaggio. Io distribuivo quelli dell&#8217;Azione Cattolica.</p>
<p>Il ciclostile. Un bambino curioso come me trovava prima o poi chi gli spiegava come funzionava il ciclostile. Il punto di partenza era la matrice, un foglio di carta sottile ricoperto di cera che veniva asportata dove battevano i martelletti della macchina da scrivere . La matrice veniva poi fissata su un tamburo inchiostrato e l&#8217;inchiostro, passando attraverso la carta rimasta scoperta, imprimeva il testo sul foglio. Il lavoro non era semplice. Il testo andava battuto con attenzione, per correggere gli errori non bastava il tasto &#8220;backspace&#8221;. Si ricoprivano i caratteri con una specie di smalto per unghie, che doveva asciugare prima di ribattere. Poi la matrice si doveva stendere sul rullo e passare alla stampa. Alla fine un&#8217;altro passaggio delicato: sbarazzarsi della matrice intrisa di inchiostro senza sporcare sé stessi e tutto quanto intorno. Un lavoro di fiducia, riservato a pochi eletti.</p>
<p>Il ciclostile. Nel &#8216;68 avevo sedici anni. Una delle immagini ricorrenti in quegli anni è quella di uno o due studenti in eskimo e sciarpa rossa sulla porta della scuola che distribuivano una bracciata di volantini, naturalmente ciclostilati. Se su quel foglio c&#8217;era scritto &#8220;ASSEMBLEA&#8221; o &#8220;SCIOPERO&#8221; non si faceva lezione e, a seconda dei casi, ci si riuniva in una sala rimediata in qualche modo oppure ci si disperdeva per i giardinetti, la spiaggia, i bar o i grandi magazzini. Per i più, il resto del volantino contava poco.</p>
<p>Il ciclostile. Eppure nello stendere quei volantini ci mettevamo impegno. Ricordo un pomeriggio, in un&#8217;aula della scuola benevolmente concessa per un &#8220;Comitato di base&#8221;. Eravamo poco più di una decina di volenterosi, ci siamo messi a stendere un documento, non ricordo più se per commentare un evento, progettare la scuola del futuro oppure cambiare il Mondo (che comunque era il fine ultimo). Di sicuro eravamo un gruppo assortito, con pochi o vaghi riferimenti alle forze politiche di allora. Fra una precisazione e l&#8217;altra stendemmo una paginetta, che ci sembrò fondamentale per i destini del Mondo o almeno per quelli del nostro Liceo. Fu allora che qualcuno disse la terribile frase: &#8220;E adesso come lo ciclostiliamo&#8221;? Già, perché il ciclostile non era così facile da trovare, forse se Zemeckis avesse girato &#8220;Ritorno al futuro&#8221; in quegli anni avrebbe immaginato una scena in cui ce n&#8217;è uno in tutte le case. Ma quella preziosa macchinetta allora era appannaggio di grossi uffici, scuole, parrocchie, sindacati oppure di costosi centri stampa. Che fare? quel prezioso documento rischiava di morire lì, restare confinato nel foglio su cui era stato scritto con la biro. Nel silenzio sgomento ricordo il sorriso compiaciuto di un seminarista e il suo gesto con l&#8217;indice a dire &#8220;Da&#8217; qua, ci pensiamo noi&#8221;. Dovemmo constatare, a bocca aperta, che qualcuno in Seminario avrebbe ciclostilato quel documento sovversivo. In ogni caso il Mondo non cambiò, almeno non in maniera percettibile.</p>
<p>Il ciclostile. Anni dopo, molti anni dopo, conversavo con don Fausto Lanfranchi, a proposito di <a href="http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788889807316/un-incontro-simpatico.html" target="_blank">un libro su don Oreste Benzi</a> che stavo scrivendo. Don Fausto era stato Rettore del Seminario e nel &#8216;68 aveva fatto la sua piccola rivoluzione: aveva mandato i seminaristi nelle scuole superiori statali, &#8220;a scuola con le ragazze&#8221;, come scrisse uno scandalizzato rotocalco. Parlammo un poco di quel periodo, di quei seminaristi mandati a studiare fuori dalle mura proprio in quegli anni caldi. Don Fausto era un po&#8217; preoccupato per quei ragazzi che si trovavano a partecipare ad assemblee e perfino ad occupazioni. Aveva comunque incaricato don Oreste, loro padre spirituale, di seguirli. Cosa che faceva volentieri: &#8220;A lui piaceva quel clima di novità. Pensa che gli ciclostilava i volantini&#8221;!</p>
<p>Il ciclostile. Ne abbiamo visto uno, io e mia moglie, in un viaggio a Praga, al museo del Comunismo. Se siete da quelle parti, visitatelo, si trova facilmente, è proprio sopra il McDonald. Fra le tante cose interessanti c&#8217;è anche un ciclostile, nella stanza arredata come l&#8217;ufficio del Commissario Politico. Era sotto un cartello che spiegava come viaggiasse l&#8217;informazione dell&#8217;opposizione al regime comunista, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Samizdat" target="_blank">Samizdat</a>. Vi si parlava di documenti e di interi libri battuti a macchina di notte, sei copie alla volta, con la paura che qualche vicino collaborazionista sentisse il ticchettio e denunciasse l&#8217;attività clandestina alla Polizia politica. E il ciclostile? Quei pochi che c&#8217;erano erano strettamente controllati dal Partito e dalla Polizia. Averne uno in casa significava una condanna a morte. Allora ho capito cos&#8217;era veramente il ciclostile: era la Libertà. Libertà di opinione , libertà di stampa o semplicemente Libertà incarnata non in una bandiera al vento, ma negli ingranaggi e le lamiere di una macchina da ufficio.</p>
<p>Il ciclostile. E l&#8217;articolo? dovevo scrivere duemiladuecento caratteri sul primo numero (ciclostilato) della rivista &#8220;Sempre&#8221; e ne ho scritti seimilatrecentonovantuno solo sul ciclostile. Vabbè, finiranno sul blog. E nell&#8217;articolo?</p>
<blockquote><p>&#8221; &#8230;al ciclostile, metodo di stampa che richiedeva un&#8217;attrezzatura modesta, alla portata di quasi tutte le parrocchie e di molte associazioni&#8221;.</p></blockquote>
<p>Centotrentasette caratteri.</p>
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		<title>Google Adsense</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lì per lì è stata un&#8217;emozione: il Mio Libro pubblicizzato su You Tube e su &#8220;Informare per resistere&#8221;.
Stavo guardando un video e a lato ho visto un avviso pubblicitario su cui giravano copertine di libri, e fra questi appare proprio il Mio Libro: &#8220;Un incontro simpatico&#8220;, fra l&#8217;altro (meraviglia!) fra quelli di Fabio Volo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1101" class="wp-caption alignright" style="width: 327px"><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=libreria%20universitaria%20incontro%20simpatico&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CDIQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.libreriauniversitaria.it%2Fincontro-simpatico-don-oreste-benzi%2Flibro%2F9788889807316&amp;ei=bt3oTqmhLPTb4QSpyND3CA&amp;usg=AFQjCNEIPplL37JMaR_kP2CJZ-gWc8VMSg"><img class="size-full wp-image-1101  " title="libro" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/libro.jpg" alt="Questo è uno screenshot della pubblicità" width="317" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Questo è uno screenshot della pubblicità, ma il link vi porta comunque alla pagina dove potete acquistare il libro on-line, se non l&#39;avete già fatto</p></div>
<p>Lì per lì è stata un&#8217;emozione: il Mio Libro pubblicizzato su You Tube e su &#8220;Informare per resistere&#8221;.</p>
<p>Stavo guardando un video e a lato ho visto un avviso pubblicitario su cui giravano copertine di libri, e fra questi appare proprio il Mio Libro: &#8220;<a href="http://www.riccardoghinelli.it/scritti/libro/index.html">Un incontro simpatico</a>&#8220;, fra l&#8217;altro (meraviglia!) fra quelli di Fabio Volo e Sophie Kinsella. In più all&#8217;interno della pubblicità della &#8220;Libreria Cattolica&#8221; su un sito che cattolico non sembrava proprio, anzi.</p>
<p>Poi la pubblicità salta fuori (questa volta &#8220;Libreria Universitaria&#8221;) sul sito &#8220;<a href="http://nikonrumors.com/">Nikon rumors</a>&#8221; che si occupa di indiscrezioni sull&#8217;attrezzatura fotografica.</p>
<p>Cliccando in un angolino scopro che gli annunci sono quelli di Google Adsense e lì si chiarisce l&#8217;arcano: i siti hanno accettato il servizio di Google, che inserisce pubblicità scelte sulla base delle ricerche e delle preferenze del visitatore. Quindi, poiché nei giorni precedenti avevo cercato nel web per vedere se i miei sforzi di farmi un po&#8217; di pubblicità avevano qualche rilievo, Google ha diligentemente registrato che quel libro mi interessa. Deduzione corretta, se non fosse per il fatto che non sono interessato come lettore, ma come autore.</p>
<p>Tanta tecnologia, per poi far vedere a me, e forse solo a me,  la pubblicità del Mio Libro. Google Nonsense?</p>
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		<title>Un incontro simpatico</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 05:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Don Oreste]]></category>
		<category><![CDATA[Don Oreste Benzi]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco la copertina del libro.
Che arriva sul Blog un po&#8217; in ritardo rispetto a Facebook, ma le cose da fare erano tante.
Per chi ancora non lo sapesse lo presentiamo a Rimini, lunedì 31 ottobre al Teatro degli Atti, in una serata dedicata all&#8217;azione educativa di don Oreste.
Condurrà la serata Giorgio Tonelli e vedremo di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class=" " title="La copertina del libro" src="http://www.riccardoghinelli.it/scritti/libro/images/copertina.jpg" alt="la copertina del libro" width="300" height="467" /><p class="wp-caption-text">La copertina del libro</p></div>
<p>Ecco la copertina del libro.</p>
<p>Che arriva sul Blog un po&#8217; in ritardo rispetto a Facebook, ma le cose da fare erano tante.</p>
<p>Per chi ancora non lo sapesse lo presentiamo a Rimini, lunedì 31 ottobre al Teatro degli Atti, in una serata dedicata all&#8217;azione educativa di don Oreste.</p>
<p>Condurrà la serata Giorgio Tonelli e vedremo di fare in modo che anche questo sia &#8220;un incontro simpatico&#8221;.</p>
<p>Per la cronaca il libro ha centottanta pagine, delle quali trentadue di foto, alcune mie, altre trovate in vecchi cassetti.</p>
<p>H un&#8217;appendice sull&#8217;azione educativa di don Oreste, che è stato il motivo per cui ha costruito Casa Madonna delle Vette.</p>
<p>Ed anche quello per cui ho scritto il libro.</p>
<p>Qualche altra notizia la trovate <a href="http://www.riccardoghinelli.it/scritti/libro/index.html" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Visto si stampi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 06:54:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi il mio libro va in stampa.
Non ne ho ancora parlato sul Blog: ho scritto un libro su Casa Madonna delle Vette, la struttura voluta da don Oreste Benzi per dare agli adolescenti &#8220;Un incontro simpatico&#8221; col Signore e diventato poi la culla  della comunità Papa Giovanni XXIII quando don Oreste decise che anche i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il mio libro va in stampa.</p>
<p>Non ne ho ancora parlato sul Blog: ho scritto un libro su Casa Madonna delle Vette, la struttura voluta da don Oreste Benzi per dare agli adolescenti &#8220;Un incontro simpatico&#8221; col Signore e diventato poi la culla  della comunità Papa Giovanni XXIII quando don Oreste decise che anche i ragazzi disabili reclusi negli istituti avevano diritto a vivere una vacanza come gli altri.</p>
<p>Storia tutt&#8217;altro che banale, visto che il sacerdote andò fino in America per raccogliere i soldi necessari all&#8217;impresa.</p>
<p>Il libro si Intitola &#8220;Un incontro simpatico&#8221; e verrà presentato il 31 ottobre.</p>
<p>Scriverlo è stato un faticoso divertimento,  fra interviste, ricerche in biblioteca e stesura del testo.</p>
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		<title>Quella volta che Berlusconi&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 15:54:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Strano il modo in cui a volte l&#8217;interruttore della memoria scatta  e illumina di una luce diversa i fatti passati.
In questo caso è stata una frase di Nadia Macrì, una escort che racconta i suoi incontri con Berlusconi:
&#8220;Per le due prestazioni sessuali con Berlusconi ho avuto 10.000 euro in totale.&#8221;
Mi è tornata alla mente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano il modo in cui a volte l&#8217;interruttore della memoria scatta  e illumina di una luce diversa i fatti passati.<br />
In questo caso è stata una frase di Nadia Macrì, una escort che racconta i suoi incontri con Berlusconi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Per le due prestazioni sessuali con Berlusconi ho avuto 10.000 euro in totale.&#8221;</p></blockquote>
<p>Mi è tornata alla mente un&#8217;altra occasione, nella quale il Presidente del consiglio dette dieci milioni a due ragazze e lo fece davanti a tutti e (quasi) nessuno si scandalizzò. Anzi&#8230;</p>
<p>Era il 17 gennaio 2003 e <em>&#8220;<a href="http://www.repubblica.it/online/politica/casechiuse/berlusconi/berlusconi.html">La Repubblica</a>&#8220;</em> scriveva:</p>
<blockquote><p>&#8220;Un impegno personale e un regalo in denaro alle due giovani ex schiave del sesso cha raccontavano le loro tragiche vicende.&#8221;</p></blockquote>
<p>Avete già capito di quale occasione stiamo parlando? Continuiamo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Si è concluso così, stamattina, l&#8217;incontro privato tra Silvio Berlusconi  e don Oreste Benzi, nella residenza del premier a Palazzo Grazioli. Il  sacerdote, da anni impegnato nella lotta alla prostituzione, ha chiesto  al presidente del Consiglio un impegno preciso: un decreto legge per  vietare la consumazione di atti sessuali con le straniere che si  prostituiscono (le vere vittime del racket), sia sulla strada sia nei  locali. Un provvedimento che renderebbe punibili anche i clienti.&#8221;</p></blockquote>
<p>Che ne dite di quell&#8217;episodio adesso? C&#8217;è n&#8217;è ancora:</p>
<blockquote><p>&#8220;E, per mostrare le drammatiche condizioni di vita delle extracomunitarie  ridotte in schiavitù, il prete ha portato al colloquio due donne: una  ventenne bulgara e una minorenne albanese, rapite entrambe, all&#8217;età di  14 anni, nei rispettivi Paesi.&#8221;</p></blockquote>
<p>A quei tempi Il nostro Presidente aveva il ben studiato vezzo di spingere le persone ad identificarsi con lui con la formula &#8220;Anch&#8217;io sono stato&#8230; &#8221; aggiungendo di volta in volta contadino, operaio ecc&#8230; Quando seppi che don Oreste gli aveva fatto incontrare due prostitute mi ero chiesto se avesse detto &#8220;Anch&#8217;io sono stato prostituta&#8221;. Don Oreste ci raccontò che invece disse  &#8220;Anch&#8217;io <em>ho delle figlie della vostra età</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>&#8220;Il racconto delle loro esperienze,  secondo quanto raccontato da Don Benzi, ha commosso &#8220;fino al pianto&#8221;  Berlusconi, che, al termine dell&#8217;incontro, dopo aver ricordato <em>di avere  figlie della stessa età</em>, ha donato loro cinque milioni a testa: un gesto  che, secondo il sacerdote, si può interpretare come &#8220;un segno contro la  povertà di queste ragazze&#8221; &#8220;.</p></blockquote>
<p>Questa la parte che ricordavo meglio. Andando avanti l&#8217;articolo de<em> &#8220;La Repubblica&#8221;</em> diventa molto più interssante, sette anni dopo.</p>
<blockquote><p>&#8220;Questo sul piano simbolico. Su quello concreto, il premier si è mostrato  possibilista sulle proposte di Don Benzi: <em>&#8220;Ora me ne occuperò io&#8221;</em>, ha  assicurato. Ecco perché il sacerdote si è detto ottimista: &#8220;Lo Stato &#8211;  ha ricordato &#8211; non può essere connivente con la prostituzione, non può  mantenere l&#8217;appetito sessuale di dieci milioni di clienti. Berlusconi è  rimasto sorpreso di quanto gli ho detto. Non si è pronunciato, ha  ascoltato, ma mi ha detto che dopo i 100 provvedimenti di questi primi  mesi di governo, comincerà con la prostituzione. Mi ha detto che ne  parlerà con i suoi collaboratori&#8221;.<br />
E del resto, pochi giorni fa,  proprio il capo del governo aveva riaperto il dibattito sulla  prostituzione. Intervistato da un quotidiano, si era detto<em> indignato per  la presenza di donne poco vestite sulle strade</em>, e aveva anche  ipotizzato un&#8217;eventuale riapertura delle case chiuse. Dichiarazioni che  avevano suscitato forti reazioni, con la solita divisione tra favorevoli  e contrari.&#8221;</p></blockquote>
<p>Adesso ricordo che nel leggere queste righe mi ero chiesto cosa ne pensasse della presenza di donne poco vestite <em>nelle sue televisioni</em>.<br />
Non tutti apprezzarono il gesto:</p>
<blockquote><p>&#8220;Adesso, il colloquio con Don Benzi. E il regalo alle giovani donne.  Gesto che ha provocato il duro commento di Carla Corso, rappresentante  storica delle prostitute, che, ha tuonato: &#8220;Berlusconi? Un pigmalione da  operetta&#8221;. Dopo un giudizio ironico: &#8220;Hanno finalmente fatto la più  bella marchetta della loro vita&#8221;. Indignata anche la parlamentare  diessina Livia Turco: &#8220;Mi ripugna una esibizione così cinica del denaro  di fronte alla disperazione, il cui riscatto non è in alcun modo  monetizzabile&#8221;</p></blockquote>
<p>Don Oreste proseguì nella sua lotta anche con una proposta di legge di iniziativa popolare, che non prevedeva certo la riapertura delle case chiuse.</p>
<p>Per perseguire la sua causa don Oreste incontrò molte volte altri politici. Ma non ebbe grossi risultati. In uno di questi colloqui il politico di turno fu molto sincero ed esplicito e don Benzi riportò il suo pensiero nell&#8217;ultimo discorso pubblico, alle Settimane sociali di Pisa:</p>
<blockquote><p>&#8220;<span id="RadEditorPlaceHolderControl1">Un’altra cosa: 100mila donne  sono tenute sotto sfruttamento in Italia. Non ascoltate quel che dicono,  che sono libere. Vorrei portarvi tutti sulla strada, portare almeno due  donne in casa ad ognuno di quelli che sostengono che sono libere.  Vergogna! E allora io dico: perché viene mantenuto un massacro, un  orrore simile? Non si vuol perdere il voto di 10 milioni di cosiddetti  clienti. Mi diceva un pezzo grosso, grossissimo (siccome abbiamo fatto  una proposta di legge di iniziativa popolare): chi vuole che glielo  approvi, padre? Qual è quel partito che è disposto a perdere anche un  solo voto? E io ho detto: siete dei prostituti politici. Date le  dimissioni e andatevene. Non potete fare questo, la dissacrazione.&#8221;</span></p></blockquote>
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		<title>Crocifissi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 21:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finora ho parlato dell&#8217;affare dei crocifissi in classe solo su Facebook e solo citando altri: una vignetta di Giannelli e un articolo di Marco Travaglio, dicendo che entrambe mi piacevano. In particolare concordo con Travaglio dove dice che il Crocifisso è: &#8220;L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finora ho parlato dell&#8217;affare dei crocifissi in classe solo su Facebook e solo citando altri: una <a href="http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/09_novembre_04/giannelli_c90b60e0-c909-11de-a52f-00144f02aabc.shtml">vignetta</a> di Giannelli e un <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2373449&amp;yy=2009&amp;mm=11&amp;dd=05&amp;title=ma_io_difendo_quella_croce">articolo</a> di Marco Travaglio, dicendo che entrambe mi piacevano. In particolare concordo con Travaglio dove dice che il Crocifisso è: &#8220;<em>L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”)</em>. Concordo anche sul fatto che il crocifisso <em>non dovrebbe</em> offendere nessuno.</p>
<p>Ho messo un corsivo su dovrebbe perchè mi resta una sottile inquietudine. Per alcuni il crocifisso è un simbolo di oppressione, perchè effettivamente lo è stato, tutte le volte che la Chiesa è stata compromessa col potere. Penso in particolare alle crociate, dove la croce è stata portata come simbolo da uomini armati che spesso cercavano ben altro che la diffusione del Regno di Dio.</p>
<p>Poi un amico, Andrea Douglas Ciardelli, ha fatto il seguente commento:<br />
<em>&#8220;invece di discutere di crocifisso sì o crocifisso no sarebbe meglio non crocifiggere gli alunni e gli studenti disabili togliendo loro il sostegno ed il pieno soddisfacimento del sacrosanto diritto all&#8217;integrazione e alla dignità scolastiche!&#8221;</em></p>
<p>Questa è davvero la posizione che mi piace!</p>
<p>Ricordo che don Oreste parlava dei bambini disabili come &#8220;i nostri piccoli angeli crocefissi&#8221; e diceva che sono soggetti attivi di salvezza.</p>
<p>Ecco allora cosa dobbiamo chiedere: che i nostri piccoli angeli crocifissi siano gli ospiti d&#8217;onore in tutte le classi e che non si torni indietro sulla via dell&#8217;integrazione come si sta facendo adesso.</p>
<p>Proviamo a misurare su questo la sincerità dei nostri governanti quando si dicono difensori dei valori cristiani.</p>
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		<title>Panchine</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 07:48:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi sono capitate sotto gli occhi le foto della benedizione della tomba di Don Oreste.  In una di queste si vede una delle panchine che sono lì a fianco.
Sopra sono seduti Armando, Giulia, Don Sisto e Daniela.  Tutte persone che sono legate, in un modo o in un altro, alla Capanna di Betlemme, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/panchina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32" title="panchina" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/panchina-300x192.jpg" alt="Panchina accanto alla Tomba di Don Oreste" width="300" height="192" /></a>Mi sono capitate sotto gli occhi le foto della benedizione della tomba di Don Oreste.  In una di queste si vede una delle panchine che sono lì a fianco.</p>
<p>Sopra sono seduti Armando, Giulia, Don Sisto e Daniela.  Tutte persone che sono legate, in un modo o in un altro, alla Capanna di Betlemme, la struttura della Comunità Papa Giovanni XXIII che a Rimini accoglie i senza dimora.</p>
<p>Era stata pensata per far riposare la gente, ma ora, dopo l&#8217;aggressione ad Andrea, in quella panchina vedo tutto un altro significato.</p>
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		<title>Genitori sconsiderati</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 07:11:01 +0000</pubDate>
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«Che nel nostro Paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni la dice lunga sulla natura criminogena della sinistra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie»
Maurizio Gasparri, Ansa 18 ottobre
La foto a sinistra ritrae Don Oreste Benzi nel 1998, ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/15_63_008-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18" title="Don Oreste in piazza" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/15_63_008-2.jpg" alt="Don Oreste protesta contro i tagli al sostegno" width="300" height="450" /></a></p>
<p>«Che nel nostro Paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni la dice lunga sulla natura criminogena della sinistra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie»<br />
<em>Maurizio Gasparri, Ansa 18 ottobre</em></p>
<p>La foto a sinistra ritrae Don Oreste Benzi nel 1998, ad una manifestazione per difendere il diritto al sosotegno contro i tagli operati nella finanziaria 1997.</p>
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