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	<title>Specchio antico &#187; facebook</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Internet: la destra non ce la può fare</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 19:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Patetico l&#8217;on. Stracquadanio quando per giustificare la sconfitta ai referendum evoca legioni di statali militanti di sinistra che sul lavoro fanno propaganda politica invece di lavorare.
La verità è un&#8217;altra.
Una volta pensavo che Internet avesse un po&#8217; la funzione degli Ewok in Guerre Stellari: un elemento sbucato dal nulla e capitato al posto giusto nel momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Patetico l&#8217;on. Stracquadanio quando per giustificare la sconfitta ai referendum evoca legioni di statali militanti di sinistra che sul lavoro fanno propaganda politica invece di lavorare.</p>
<p>La verità è un&#8217;altra.</p>
<p>Una volta pensavo che Internet avesse un po&#8217; la funzione degli Ewok in Guerre Stellari: un elemento sbucato dal nulla e capitato al posto giusto nel momento giusto per permettere la vittoria dei buoni.</p>
<p>Ma questo non spiegherebbe perché Internet venga usato più (e meglio) dalla sinistra che dalla destra.</p>
<p>In fondo è lì per tutti, costa poco e non è difficile accedere.</p>
<p>Ma alla destra manca una cosa importante: la mentalità.</p>
<p>Perché Internet è nato dalla cooperazione fra ricercatori e le sue applicazioni funzionano secondo logiche collaborative.</p>
<p>Per usare Internet occorre essere in questa logica. Chi è legato a logiche competitive, non riuscirà mai a gestire efficacemente un blog, non avrà mai successo in una newsletter. Faticherà a collaborare con Wikipedia e  non si fiderà delle sue informazioni. Non apprezzerà fino in fondo, e quindi non saprà sfruttare, le possibilità di un social network.</p>
<p>Chi è prigioniero della logica del profitto non può capire cosa spinga le persone a fare quello che sto facendo ora. Non può utilizzare la rete per cose che non danno profitto immediato.  Non comprende e quindi diffida e sta lontano. L&#8217;unica cosa che può fare è demonizzare la Rete e chi la usa.</p>
<p>Come fa Stracquadanio.</p>
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		<title>Ho già visto &#8217;sto format! &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 07:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa, riprendendo un articolo di Edmondo Berselli, riportavo uno schema di azione che il Govarno applica: creare un allarme fasullo, poi dire che è stato sventatao un pericolo che non c&#8217;era.
L&#8217;ultima dichiarazione del Ministro Maroni è un esempio da manuale: dopo una settimana spesa a creare falsi allarmi su Facebook, oggi l&#8217;annuncio: ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa, riprendendo un articolo di Edmondo Berselli, riportavo uno <a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=8" target="_self">schema di azione</a> che il Govarno applica: creare un allarme fasullo, poi dire che è stato sventatao un pericolo che non c&#8217;era.</p>
<p>L&#8217;ultima dichiarazione del Ministro Maroni è un esempio da manuale: dopo una settimana spesa a creare falsi allarmi su Facebook, oggi l&#8217;annuncio: ci siamo accordati per un&#8217;autoregolamentazione.</p>
<p>Come se Facebook non avesse un suo regolamento, come dicevo <a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=218" target="_self">due giorni fa</a> e come potete vedere <a href="http://www.facebook.com/terms.php?ref=pf" target="_self">qui</a>, ammesso che siate utenti registrati. Il regolamento c&#8217;è, come in tutti i social network.</p>
<p>Ma nonostante tutto Maroni si vanta &#8220;<em>Sarebbe il primo caso al mondo di autoregolamentazione su un terreno così delicato, che vede da una parte la garanzia di libertà di espressione del pensiero e dall&#8217;altra la necessità di rimuovere contenuti che integrano gravi reati</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Disclaimer</strong>: Dicendo che l&#8217;On. Maroni è un cacciaballe non intendo assolutamente istigare all&#8217;odio verso il suddetto. Intendo semplicemente esprimere un giudizio sulla qualità del suo modo di fare politica e auspico che venga mandato a casa usando i normali mezzi messi a disposizione dall&#8217;attuale ordinamento democratico.</p>
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		<title>La fiera delle falsità</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 06:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente nel dibattito intorno a Facebook sono stati usati alcuni pregiudizi, falsi per quanto riguarda Internet e ancora di più nel caso di Facebook.
Vediamoli.
&#8220;Su internet si pubblica in modo anonimo&#8221;. Per accedere ad Internet occorre avere un numero, come per il telefono. I numeri vengono debitamente registrati ede è possibile risalire all&#8217;utente. Per accedere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente nel dibattito intorno a Facebook sono stati usati alcuni pregiudizi, falsi per quanto riguarda Internet e ancora di più nel caso di Facebook.<br />
Vediamoli.<br />
<strong>&#8220;Su internet si pubblica in modo anonimo&#8221;</strong>. Per accedere ad Internet occorre avere un numero, come per il telefono. I numeri vengono debitamente registrati ede è possibile risalire all&#8217;utente. Per accedere a qualsiasi servizio occorre fornire la propria e-mail. Naturalmente, come nel &#8220;mondo fuori dalla Rete&#8221; c&#8217;è chi fornisce documenti falsi. E chi, di mestiere, scopre i malfattori.<br />
Su <strong>Facebook </strong>tutti devono farsi conoscere e quasi tutti si presentano con il proprio nome. Per comunicare con gli altri, infatti occorre farsi accettare come amici e questo è impossibile se non si dà il proprio nome.</p>
<p><strong>&#8220;Tutti possono vedere i contenuti&#8221;</strong> In teoria e per alcuni contenuti. In pratica&#8230; magari! Solo pochi amici vedranno questo post e nessuno ha mai visto alcune foto del mio <a href="http://www.flickr.com/photos/riccardoghinelli/" target="_self">account di Flickr</a>.  (Spudorato tentativo di aumentare i contatti). Molti forum o mailing-list hanno contenuti accessibili ai soli utenti registrati.<br />
Se non siete registrati su <strong>Facebook</strong> non potrete vedere alcun contenuto e se vi registrate potete vedere solo quanto è postato dai vostri amici oppure quello che c&#8217;è nei gruppi che andate a cercare. Naturalmente i contenuti viaggiano da una cerchia di amici all&#8217;altra come in un passaparola, ma questo avviene solo per quello che ha un largo consenso. La trasparenza ha comunque un vantaggio: più i contenuti violenti o osceni  sono visibili, più è probabile che qualcuno li segnali e che vengano eliminati. Lo sapevate che è normale che certi contenuti vengano eliminati?</p>
<p><strong>&#8220;Internet senza regole&#8221;</strong> Niente può funzionare senza regolle e Internet non fa eccezione. Tutte le applicazioni che prevedono la partecipazione degli utenti hano una loro regolarmentazione. Le regole sono funzionali agli scopi del gruppo, vengono liberamente accettate dagli utenti  e fatte rispettare dagli amministratori. Valgono per i siti Iternet le stesse regole della società civile. Il problema, semmai è che i Governi fanno fatica a rimanere al passo del prograsso tecnologico e a farle rispettare. Se poi si vuole, ci si riesce. Provate a cercare un sito che venda sigarette di contrabbando. Vi ritrovate nella pagina dei Monopoli di Stato.<br />
<strong>Facebook</strong> ha un suo codice di comportamento preciso che gli utenti devono rispettare. Tanto preciso che ha sollevato polemiche la decisione di eliminare tutte le foto di donne in allattamento che mostrassero un capezzolo.  I gruppi che non rispettano le regole (istigazione alla violenza, contenuti osceni) vengono eliminati dietro segnalazione degli utenti. Chi ha sollevato l&#8217;allarme sui gruppi violenti poteva semplicemente segnalarli. Anch&#8217;io ho provato a segnalare gruppi che istigavano all&#8217;odio verso gl&#8217;immigrati. Sparivano in genere prima di raggiungere i trenta iscritti.</p>
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