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	<title>Specchio antico &#187; imposte</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Cifre vere, bugie&#8230; anche</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:50:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte un allarma in rete: «Ehi, questi dati sono falsi». Si riferisce alla tabella a pag. 49 del documento &#8220;La buona scuola&#8221; del Governo Renzi. In effetti, a prima vista, quei quasi cinquantaquattromila Euro per un docente a fine carriera non sembrano nemmeno parenti dei circa trentunmila che risultano dal CUD e men che mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2014/09/Screenshot-2014-09-04-09.06.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1559" title="Stipendi" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2014/09/Screenshot-2014-09-04-09.06-300x239.jpg" alt="Stipendi" width="300" height="239" /></a>Parte un allarma in rete: «Ehi, questi dati sono falsi». Si riferisce alla tabella a pag. 49 del documento &#8220;La buona scuola&#8221; del Governo Renzi. In effetti, a prima vista, quei quasi cinquantaquattromila Euro per un docente a fine carriera non sembrano nemmeno parenti dei circa trentunmila che risultano dal CUD e men che mai dei ventitremila e rotti che finiscono in busta paga.</p>
<p>Dopo poco qualcuno chiarisce «Guardate che quelli sono il &#8220;lordo Stato&#8221;», come in effetti recita una scritta a bordo pagina.</p>
<p>E qui scatta il paradosso di cifre formalmente esatte, ma sostanzialmente bugiarde.</p>
<p>Perché il &#8220;lordo Stato&#8221; comprende anche l&#8217;Irpef e l&#8217;intero ammontare dei contributi previdenziali (nel CUD i contributi non figurano). Ma, mentre per imprenditore un privato il lordo corrisponde alla somma che esce dalle sue tasche, per lo Stato questa è un cifra virtuale. Le imposte vengono infatti pagate dallo Stato&#8230; allo Stato e i contributi dallo Stato all&#8217;Inps. Semplicemente cambiano tasca. Il cosiddetto &#8220;lordo Stato&#8221; non corrisponde, dunque, né alla retribuzione del lavoratore, né al costo che lo Stato sostiene per un insegnante.</p>
<p>Qual&#8217;è quindi lo scopo di questa presunta informazione? A me viene in mente solo quello di dare una falsa impressione delle retribuzioni dei docenti.</p>
<p>Cominciamo bene, per un Governo che promette il dialogo.</p>
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		<title>Parliamo ancora di tasse sui Bot?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 20:24:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trovo irritante che si discuta ancora di tasse sui Bot. Perché è un argomento che si presta bene solo a fare della demagogia e ad approfittarsi del fatto che a scuola non si insegna Economia. L&#8217;unica cosa che si dovrebbe fare è spiegare che tassare i Bot è una cosa senza senso e che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo irritante che si discuta ancora di tasse sui Bot. Perché è un argomento che si presta bene solo a fare della demagogia e ad approfittarsi del fatto che a scuola non si insegna Economia. L&#8217;unica cosa che si dovrebbe fare è spiegare che tassare i Bot è una cosa senza senso e che lo Stato, casomai, può fare l&#8217;unica cosa di adesso: fingere di tassarli. Ma per dire &#8220;è giusto tassarli&#8221; o &#8220;non è giusto tassarli&#8221; basta un fiato, mentre per spiegare perché è assurdo anche solo proporlo ci vogliono diverse righe e questo in politica non funziona. Ma io sono testone e ci provo lo stesso.</p>
<p>Punto uno: Lo Stato per coprire il debito deve ramazzare un tot di denaro e lo fa coi Bot.</p>
<p>Punto due: Per ramazzare il tot di denaro (che non è poco) deve offrire un tasso di interesse che chiameremo T. Se T non è abbastanza alto non ramazza abbastanza soldi.</p>
<p>Punto tre: Tassare i Bot vuol dire diminuire il tasso T, risparmiatori se ne accorgono subito e quindi comprano meno Bot (o niente del tutto) e si rivolgono ad altri investimenti concorrrenziali.</p>
<p>Punto quattro: a questo punto, una volta tassati i Bot, occorre alzare il tasso T di quel tanto che basta per ramazzare comunque i soldi che servono. Siccome i soldi sono sempre dello Stato, il prodotto di questa manovra è zero e quindi si fa solo finta di tassare i Bot, come si fa oggi in Italia. Che l&#8217;imposta sia del 12, 5 o del 50% il prodotto ai fini del bilancio dello Stato è lo stesso: zero.</p>
<p>Il resto sono chiacchiere, a partire dai Risparmi della Vecchietta, figura retorica che viene puntualmente evocata quando si vanno a toccare le rendite finanziarie (non i Bot) che sottraggono capitali alle attività produttive per utilizzarli in attività speculative.</p>
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		<title>Il vero furto? Togliere l&#8217;ICI</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 15:28:13 +0000</pubDate>
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Anzi, quei soldi non erano nemmeno dei Comuni, erano dei cittadini. Perché dovevano servire per dare loro servizi e infrastrutture. Che poi non ci furono . O che i cittadini hanno pagato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL vero furto fu togliere l&#8217;ICI. Perché quelli dell&#8217;ICI erano soldi dei Comuni e qualcuno li usò per comprare i voti dei cittadini.</p>
<p>Anzi, quei soldi non erano nemmeno dei Comuni, erano dei cittadini. Perché dovevano servire per dare loro servizi e infrastrutture. Che poi non ci furono . O che i cittadini hanno pagato con altre imposte.</p>
<p>Sì, quello fu il vero furto. E adesso ci riprova.</p>
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		<title>Beppe Grillo nel primo cerchio</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 05:43:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricordo che lessi &#8220;Il primo cerchio&#8221; di Ivan Solgenitsin quando facevo il Liceo. Il titolo narra la vita in un particolare campo di prigionia: quello dove venivano fatti lavorare gli scienziati dissidenti sovietici, dei quali il regime comunista voleva comunque sfruttare le capacità. Per questo ricevevano un trattamento migliore rispetto rispetto agli internati dei Gulag, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che lessi &#8220;Il primo cerchio&#8221; di Ivan Solgenitsin quando facevo il Liceo. Il titolo narra la vita in un particolare campo di prigionia: quello dove venivano fatti lavorare gli scienziati dissidenti sovietici, dei quali il regime comunista voleva comunque sfruttare le capacità. Per questo ricevevano un trattamento migliore rispetto rispetto agli internati dei Gulag, avendo però l&#8217;obbligo di lavorare a favore di di quel regime che avrebbero voluto combattere. Da qui il titolo ispirato alla Divina Commedia.</p>
<p>Fra tanti episodi, uno mi è rimasto impresso. Un ingegnere, di cui non ricordo il nome, possiede una buona vena comica e volentieri si presta a divertire i compagni. Una sera viene incitato dai compagni di prigionia ad esibirsi. Ha in mente un&#8217;idea, un processo al principe Igor, dove il popolare eroe russo viene messo sotto accusa e condannato da un giudice che travisa le sue azioni e lo condanna in quanto borghese e nemico del popolo sovietico. Sa benissimo che questa esibizione gli procurerà un sacco di guai, ma sa altrettanto bene che riceverà applausi, risate  e, soprattutto, consenso dal suo pubblico. Così, annota l&#8217;autore, non può evitare di esibirsi e di dire quelle battute, perché lui, nel suo profondo, è un attore e vive per compiacere il suo pubblico e avere quelle risate. Deve dire quello che il pubblico vuole sentire, anche oltre quello che pensa, anche se poi verrà convocato dal Commissario politico e la sua situazione di prigioniero peggiorerà notevolmente. Così il processo la Principe Igor va in scena di fronte ai dissidenti che plaudono.</p>
<p>Così si spiegano le dichiarazioni scioccanti di Beppe Grillo. Lui è un comico e deve compiacere il pubblico, non importa se le sue battute hanno poi un riscontro nella realtà. Così, se avverte che il pubblico vuole sentirsi dire che le tasse uccidono più della mafia, lui lo dice. Ecco perché ha consenso, lui è un comico  e sapere cosa vuole il pubblico è un&#8217;abilità richiesta dal suo mestiere.</p>
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		<title>I costi della casta</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:03:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera Mentana al Tg di La7 ha presentato uno studio fatto da un&#8217;organizzazione indipendente brasiliana dove si evidenziava che in Italia il costo del Parlamento per abitante in Italia è, in termini assoluti, il più alto fra i paesi presi in considerazione. Anche se poi lo stesso studio evidenzia che rapportando il costo allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1113" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/costoperabitante1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1113" title="costoperabitante1" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/costoperabitante1-300x162.jpg" alt="Costo del Parlamento per abitante" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Costo del Parlamento per abitante</p></div>
<p>Ieri sera Mentana al Tg di La7 ha presentato uno studio fatto da un&#8217;organizzazione indipendente brasiliana dove si evidenziava che in Italia il costo del <span style="text-decoration: underline;">Parlamento</span> per abitante in Italia è, in termini assoluti, il più alto fra i paesi presi in considerazione. Anche se poi lo stesso studio evidenzia che rapportando il costo allo stipendio (e quindi al tenore di vita) il Brasile balza al primo posto e l&#8217;Italia perde qualche posizione, resta il fatto che il costo del Parlamento Italiano è di gran lunga il più alto in Europa, lasciando indietro anche gli Stati Uniti.</p>
<div id="attachment_1116" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/percsalariominimo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1116  " style="border-style: initial; border-color: initial; padding: 0px; margin: 0px;" title="percsalariominimo" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/percsalariominimo-300x176.jpg" alt="Rapporto col salario minimo" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">Rapporto col salario minimo</p></div>
<p>Ridurre i costi della <span style="text-decoration: underline;">rappresentanza politica</span> è dunque doveroso e urgente , proprio adesso che si richiedono sacrifici al paese. Ma non illudiamoci che risolva chissà quali problemi. Nel rapporto si dice che il costo del Parlamento per abitante è intorno a ventisei Euro per abitante. Il che significa che dimezzando la spesa otterremmo un beneficio che si può equiparare a poco più di <span style="text-decoration: underline;">una pizza e birra all&#8217;anno</span> o, se preferite, un cappuccino al mese. I sacrifici richiesti agli Italiani sono di ben altro ordine di grandezza.</p>
<p>Questo non significa che ridurre i costi della <span style="text-decoration: underline;">rappresentanza politica</span> sia inutile: deve essere fatto per dare un chiaro segnale al Paese.</p>
<p>Ma sui costi della politica ha ragione Monti: i veri costi sono quelli delle spese clientelari e delle leggi fatte nell&#8217;interesse delle lobby.</p>
<p>Ma su questo anche parecchi elettori che votano in funzione proprio di questi interessi particolari dovrebbero fare un esame di coscienza. Ed è per questo che sono diffidente nei confronti di questa campagna sui &#8220;costi dalla politica&#8221; che se la prende (giustamente) coi privilegi dei parlamentari e tace sugli sprechi e i privilegi che gli elettori chiedono ai parlamentari di approvare.</p>
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		<title>Piccoli dettagli dalla Große Manöver</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:21:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La manovra del governo Monti viene commentata un po&#8217; da tutti e dire due parole sembra quasi un dovere.
Voglio però soffermarmi solo su un dettaglio, di cui non conosco l&#8217;esatta portata, ma che mi sembra si presti a un paio di considerazioni interessanti.
Questo governo ha tassato con un&#8217;imposta di bollo dell&#8217; 1,5% i capitali rientrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra del governo Monti viene commentata un po&#8217; da tutti e dire due parole sembra quasi un dovere.<br />
Voglio però soffermarmi solo su un dettaglio, di cui non conosco l&#8217;esatta portata, ma che mi sembra si presti a un paio di considerazioni interessanti.<br />
Questo governo ha tassato con un&#8217;imposta di bollo dell&#8217; 1,5% i capitali rientrati dall&#8217;estero con il cosiddetto &#8220;scudo fiscale&#8221; e con i proventi ha finanziato l&#8217;adeguamento all&#8217;inflazione delle pensioni fino al doppio dell&#8217;importo minimo.<br />
Questa misura, seppure di portata limitata, è l&#8217;esatto contrario di quanto si proponeva, su scala molto più grande, il precedente governo: abbassare di tre punti l&#8217;aliquota più alta dell&#8217;IRPEF a spese delle pensioni d&#8217;invalidità.<br />
Seconda considerazione. Quasi tutti i commentatori hanno fatto notare che analoghi provvedimenti sul rientro dei capitali sono stati presi all&#8217;estero facendo pagare almeno il 20% invece del modesto 5% voluto dal precedente governo. La differenza è di quindici punti, dieci volte la tassa imposta dal governo Monti. Se con questo modesto prelievo si può finanziare un adeguamento delle pensioni minime, cosa si sarebbe potuto fare con uno scudo fiscale più consistente?</p>
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		<title>Contributo di solidarietà</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:28:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non  sappiamo ancora il reddito del 2010, ma possiamo fare i calcoli sull&#8217;ultimo reddito noto (2009) che è di 40.897.004 Euro.
Togliete i 150.000 Euro esenti, ne restano 40.747.004.
Il 10% ammonta a 4.074.700.
Bisogna ancora aggiungere (per pignoleria più che per la precisione) 3.000 Euro che rappresenta il 5% sulla parte tre i 90.000 e i 150.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non  sappiamo ancora il reddito del 2010, ma possiamo fare i calcoli sull&#8217;ultimo reddito noto (2009) che è di <strong>40.897.004</strong> Euro.</p>
<p>Togliete i 150.000 Euro esenti, ne restano 40.747.004.</p>
<p>Il 10% ammonta a 4.074.700.</p>
<p>Bisogna ancora aggiungere (per pignoleria più che per la precisione) 3.000 Euro che rappresenta il 5% sulla parte tre i 90.000 e i 150.000 Euro di reddito.</p>
<p>Otteniamo <strong>4.077.700 (quattromilionisettantasettemilasettecento) Euro</strong> che è quello che dovrebbe pagare Silvio Berlusconi come contributo di solidarietà.</p>
<p>Capito perché è stato cancellato dalla manovra?</p>
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		<title>Dalle persone alle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 11:11:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pensate a un politico che dica : &#8220;Vogliamo far pagare meno tasse ai più ricchi e di più a tutti i contribuenti indiscriminatamente&#8221;.
Cosa succederebbe? Probabilmente il suo stesso partito lo smentirebbe, nessuno può presentarsi davanti agli elettori, dire una cosa del genere e sperare di essere eletto.
Invece quando Tremonti afferma &#8220;Vogliamo spostare la tassazione dalle persone alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.failla.it/wp-content/superciuk_20vive_20ancora.jpg"><img title="Superciuk" src="http://www.failla.it/wp-content/superciuk_20vive_20ancora.jpg" alt="Superciuk" width="400" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Superciuk</p></div>
<p>Pensate a un politico che dica : &#8220;Vogliamo far pagare meno tasse ai più ricchi e di più a tutti i contribuenti indiscriminatamente&#8221;.</p>
<p>Cosa succederebbe? Probabilmente il suo stesso partito lo smentirebbe, nessuno può presentarsi davanti agli elettori, dire una cosa del genere e sperare di essere eletto.</p>
<p>Invece quando Tremonti afferma &#8220;Vogliamo spostare la tassazione dalle persone alle cose&#8221; oppure vogliamo diminuire l&#8217;IRPEF e aumentare l&#8217;IVA&#8221;, dice la stessa cosa e la passa liscia.</p>
<p>Perché di questo si tratta. L&#8217;IRPEF è imposta personale ed è progressiva per scaglioni. Questo vuol dire che si paga sul totale delle entrate della persona e il suo importo cresce più che proporzionalmente al reddito. In poche parole sulle fasce più basse di reddito il prelievo è leggero (per tutti) e sulle fasce più alte è più pesante (per chi ci arriva).</p>
<p>Mentre l&#8217;IVA è reale (dal latino res = cosa) e proporzionale.  Si paga sugli acquisti ed ha un&#8217;aliquota uguale per tutti. Al più può essere diversa per i generi di prima necessità.  Ma un vestito, ad esempio, può essere di gran lusso e pagherà comunque come una t-shirt. Paga l&#8217;IVA allo stesso modo chi riceve la pensione sociale e chi è imprenditore. Essendo indipendente dal reddito finisce con l&#8217;incidere maggiormente sui redditi più bassi.</p>
<p>Torna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Superciuk" target="_self">Superciuk</a>, il personaggio di Max Bunker che nei fumetti di Alan Ford rubava ai poveri per dare ai ricchi. Solo che questa volta non fa lo spazzino, ma il ministro dell&#8217;Economia.</p>
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		<title>Funziona!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte volte ho aperto le mie riflessioni sulla politica fiscale dicendo:
&#8220;Il sistema fiscale idele è quello in cui le tasse le pagano gli altri&#8221;
Affermavo anche che questo è il principio, ammettevo che l&#8217;applicazione pratica poteva comportare qualche difficoltà, ma che, visto che la cosa poteva riscuotere molti consensi, valeva la pena di provarci.
Lo ammetto. Pensavo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte ho aperto le mie riflessioni sulla politica fiscale dicendo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il sistema fiscale idele è quello in cui le tasse le pagano gli altri&#8221;</p></blockquote>
<p>Affermavo anche che questo è il principio, ammettevo che l&#8217;applicazione pratica poteva comportare qualche difficoltà, ma che, visto che la cosa poteva riscuotere molti consensi, valeva la pena di provarci.</p>
<p>Lo ammetto. Pensavo fosse una battuta.</p>
<p>Ma adesso è accaduto l&#8217;inaspettato. Qualcuno ha iniziato ad applicare questo principio nella pratica.</p>
<p>Si tratta della Lega <em>(sa vut fe, ut taca to so quel c&#8217;uje).</em></p>
<p>Qual&#8217;è stata infatti la trovata per varare il federalismo fiscale? Semplice: i comuni potranno istituire la tassa di soggiorno e tassare le seconde case!</p>
<p>Cos&#8217;è questa se non un&#8217;applicazione del principio da me enunciato più volte <em>(a so fort)</em>? I comuni impongono tasse sulle case e sul soggiorno dei non residenti. Così i cittadini del comune potranno pagare i servizi a spese di chi è in transito o vi soggiorna saltuariamente <em>(fata figheda)</em>.</p>
<p>Certo la cosa non è priva di qualche inconveniente <em>(e pareva trop bel)</em>. Da una parte in comuni come Rimini <em>(me a stag proprie iquè)</em> la tassa di soggiorno rischia di provocare sommosse popolari <em>(a tal deg)</em>. Dall&#8217;altra fatico a credere che in posti come Ostiglia <em>(sperdud in tla pianura padena)</em> o Massafra <em>(pers in te tavulir dal pogli)</em> possano contare su chissà quali introiti turistici <em>(i ne ciaparà &#8216;n frenc)</em>.</p>
<p>Ma questa è solo la prima applicazione e senz&#8217;altro in futuro si troveranno modi più efficienti per applicare un principio sul quale tutti possiamo concordare: le tasse, facciamole pagare agli altri.</p>
<p>(N.B.<em> Per rispetto alla Lega che propugna l&#8217;uso di dialetti, mi asterrò dal tradurre le frasi in Romagnolo)</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Il prezzo delle case</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 04:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;infuocato dibattito a Ballarò di Giovedì il vice direttore de &#8220;Il Giornale&#8221;, Alessandro Sallusti, non trovando altro per difendere Scajola, cercava di delegittimare Repubblica affermando che il suo direttore Ezio Mauro aveva fatto altrettanto.
Per capire la verità occorrono alcune noiose precisazioni tecniche.  Se siete convinti che una falsità semplice è meglio di una verità complicata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;infuocato dibattito a Ballarò di Giovedì il vice direttore de &#8220;Il Giornale&#8221;, Alessandro Sallusti, non trovando altro per difendere Scajola, cercava di delegittimare Repubblica affermando che il suo direttore Ezio Mauro aveva fatto altrettanto.</p>
<p>Per capire la verità occorrono alcune noiose precisazioni tecniche.  Se siete convinti che una falsità semplice è meglio di una verità complicata, andate pure oltre.</p>
<p>Quando lo Stato si stufò di essere preso in giro dei cittadini che dichiaravano cifre ridicole nei rogiti per pagare meno tasse, mise una semplice  norma. In pratica, se si dichiarava come valore almeno cento volte la rendita catastale, non ci sarebbe stato alcun accertamento. Questa cifra corrisponde in pratica al valore calcolato per l&#8217;immobile dal Catasto e consente allo Stato di avere un&#8217;entrata certa senza affrontare lunghi contenziosi.</p>
<p>Di fronte a questa norma noi cittadini (compreso Ezio Mauro e il sottoscritto)   ci regolammo di conseguenza. Se qual valore va bene per lo Stato, va bene anche per me. E tutti abbiamo dichiarato nel rogito cento volta la rendita catastale.</p>
<p>La norma si prestava a qualche ambiguità perchè, ad esempio si otteneva un mutuo di cento su un valore dichiarato di sessanta. Gli enti pubblici faticavano ad acquisire immobili, perchè, non potendo pagare in nero, il venditore doveva pagare più tasse rispetto alla vendita ad un privato. Inoltre i prezzi indicati nei contratti non erano utilizzabili come riferimento per stimare i valori di altri immobili.</p>
<p>Il Governo Prodi pose fine a questa situazione stabilendo che per il pagamento delle tasse si utilizzasse il valore accertato dallo Stato: cento volte la rendita catastale. Il prezzo effettivamente pagato deve comunque essere indicato nel contratto. Questo consentirà allo Stato di utilizzare quei dati per aggiornare le rendite catastali, se e quando qualcuno avrà voglia di farlo.</p>
<p>Quindi:</p>
<ol>
<li>Ezio Mauro (come pure il sottoscritto e chi ha comprato casa in quel periodo) ha semplicemente aderito a una specie di transazione che lo Stato proponeva: dichiara tanto e morta lì, come si dice.</li>
<li>Il Ministro Scajola, invece, ha dichiarato un valore reale inferiore al vero, quando invece era obbligato a farlo. Per non parlare della provenienza dei soldi extra.</li>
</ol>
<p>Forse la spiegazione è stata complicata. Ma adesso avete elementi per giudicare dell&#8217;onestà di Ezio Muro e di Scajola. Ed anche della credibilità di Alessandro Sallusti.</p>
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