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	<title>Specchio antico &#187; insegnanti</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Continuità didattica? Cos&#8217;era?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 10:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scusate il titolo volutamente provocatorio, ma è una reazione alla notizia che il ministro Fedeli vuole ripristinare la continuità didattica intervenendo sul contratto degli insegnanti. Alla domanda di un giornalista “Non ha appena cancellato la norma della riforma che prevedeva che i prof stessero tre anni nella stessa scuola?” ha risposto come se la domanda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il titolo volutamente provocatorio, ma è una reazione alla notizia che il ministro Fedeli vuole ripristinare la continuità didattica intervenendo sul contratto degli insegnanti. Alla domanda di un giornalista “<em>Non ha appena cancellato la norma della riforma che prevedeva che i prof stessero tre anni nella stessa scuola?</em>” ha risposto come se la domanda fosse pertinente <em>&#8220;Solo per chi si è spostato quest’anno. </em>– ha precisato il ministro – <em>Vorrei dal prossimo settembre che gli studenti trovassero i loro insegnanti in cattedra e possibilmente per tre anni. La continuità va incentivata&#8221;.</em></p>
<p>Quindi il Ministro pensa che la colpa della mancata continuità didattica sia dei trasferimenti degli insegnanti e il problema si risolverà tenendoli fermi per tre anni nello stesso posto? Si sbaglia, signora Ministro. Se un insegnante rimane tre anni (o quattro, cinque o dodici&#8230;) nella stessa scuola i suoi alunni correranno comunque il rischio di vederlo sparire dopo un solo anno e lui di dover prendere in carico ogni volta classi completamente nuove.</p>
<p>La continuità didattica nella scuola italiana, una volta c&#8217;era. Ma non è sparita perché gl&#8217;insegnanti si sono messi improvvisamente a chiedere trasferimenti come se non ci fosse un domani. Non c&#8217;è più dal 2003 perché il Ministro Moratti, presa forse da un impeto di giustizia ma più probabilmente da più concrete esigenze di cassa, decise di far sparire le &#8220;cattedre orario&#8221;, cioè quelle con orario inferiore alle diciotto ore. Queste cattedre erano state previste dalla riforma Gentile proprio per garantire la continuità didattica: Se l&#8217;insegnamento di una materia in un corso prevedeva un numero di ore inferiore a 18 (ad esempio 16)  le restanti rimanevano a disposizione della scuola senza essere impiegate in classe. Portare tutte le classi a 18 ore voleva dire andare a pescare nel monte ore di un altro insegnante, il quale a sua volta prendeva le ore da un altro corso e così via. Con la conseguenza di attivare ogni anno combinazioni diverse ed anche di spezzettare gli insegnamenti, dividendo, ad esempio, italiano da storia. A suo tempo ho fatto un&#8217;analisi più approfondita delle conseguenze in un articolo per <a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=1768" target="_blank">Fuoriregistro</a> ed è stato tutto confermato dall&#8217;esperienza.</p>
<p>Quindi, signora Ministro, se vuole ripristinare quella bella e sacrosanta cosa che era la continuità didattica, lasci perdere i trasferimenti degli insegnanti e ripristini invece le cattedre orario.</p>
<p>Nel caso voglia farlo, le auguro buona fortuna.</p>
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		<title>Costanti scolastiche</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 08:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[“Una costante fisica è una grandezza fisica oppure un numero adimensionale che è universale in natura e indipendente dall&#8217;istante e dal luogo in cui viene misurata (costante di natura)”.
“Ci sono molte costanti in natura, molte delle quali sono riconducibili a combinazioni della costante di Planck ħ, la costante di gravitazione universale G, la velocità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">“Una costante fisica è una grandezza fisica oppure un numero adimensionale che è universale in natura e indipendente dall&#8217;istante e dal luogo in cui viene misurata (costante di natura)”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">“Ci sono molte costanti in natura, molte delle quali sono riconducibili a combinazioni della costante di Planck ħ, la costante di gravitazione universale G, la velocità della luce nel vuoto c, la costante dielettrica del vuoto ε0, e la carica elementare e”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Così Wikipedia sulle costanti fisiche.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">A queste  se ne dovrebbe aggiungere un&#8217;altra: le diciotto ore degli insegnanti, grandezza invariabile, indipendente da come la si misuri.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Qualche esempio.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">C&#8217;è pure l&#8217;ora di ricevimento settimanale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Le lezioni dovrai pure prepararle, devi aggiornarti. E poi devi anche tener dietro alle novità che vengono dal Ministero.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Poi ci sono i compiti. Vanno preparati, mica posso ridargli quello dell&#8217;anno scorso, che lo hanno comprato da quelli dell&#8217;anno prima. E poi se do questo compito alla classe che ho quest&#8217;anno, sai che macello. E arrivare a scuola almeno mezz&#8217;ora prima per fotocopiarlo e magari c&#8217;è la coda. E poi correggerlo. Anzi correggerli e aumentano sempre. Perché magari hai sempre tre classi, ma quando al Ministero alzano il numero degli alunni per classe mica ci pensano che gli alunni che devi seguire piano piano sono passati da sessanta a novanta. Anzi no, visto che a inizio carriera avevi tre classi e adesso ne hai cinque, sono passati da sessanta a centocinquanta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">E poi ad un certo punto con l&#8217;aumento degli alunni non ce la fai più con le verifiche orali e passi ai test. Anche quelli da preparare, fotocopiare, correggere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">In qualche materia tecnica in quinta si assegna qualche compito di un certo peso, ad esempio un progetto o un bilancio. Che richiede un bell&#8217;impegno agli studenti, ma anche agli insegnanti, per entrambe a volte finisce con l&#8217;impegnare una o più notti. Anche questi compiti crescono col numero degli studenti, finché un anno con l&#8217;assegnazione delle cattedre, ci si ritrova con due quinte da trenta e i lavori raddoppiano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">E poi ci sono le riunioni: collegio docenti ordinari e straordinari, consigli di classe, riunioni per materie, programmazione, commissioni varie ed eventuali. Infine gli scrutini. Lo sapevate che per gli scrutini non c&#8217;è limita di tempo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Le riunioni si portano dietro i documenti. Programmi preventivi e consuntivi, programmazione, documento del 15 maggio, relazione sulla classe, relazione sul programma. E poi PEI, POF, PTOF e CPNHPNM (1). Alla fine  fare le medie e anche un giudizio per giustificare ogni voto, soprattutto quelli negativi. Dare indicazioni su cosa devono studiare i rimandati (come se non ci fosse il programma). Consegnare i compiti scritti impacchettati ed etichettati. E per ogni riunione un verbale che qualcuno dovrà pur fare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Per non parlare delle piccole cose: “Passi in segreteria” “Passi dal preside” “C&#8217;è una circolare da firmare e da leggere” “Ho bisogno di parlarti per quell&#8217;alunno di terza”. E magari fare la fotocopia di un articolo interessante, sentire se il laboratorio è disponibile, concordare col tecnico un&#8217;esercitazione, prenotare gli audiovisivi (ma dov&#8217;è finita la bidella?).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Se poi si parla di andare in gita siamo nel surreale. In pratica si è in servizio 24 ore su 24, gratis, con enormi responsabilità e c&#8217;è  pure caso di rimetterci dei soldi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ci sarebbe poi la questione dei tre mesi di ferie, altra costante. I quali, in alcuni casi, vanno dal 10 luglio al 20 agosto. Come questo sia possibile è tuttora oggetto di studio. In ogni caso potrebbe essere un ottimo spunto per una sceneggiatura di Christopher Nolan, autore di film di fantascienza basati sullo sfasamento temporale come “Inception” e “Interstellar”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">(1) Chi Più Ne Ha Più Ne Metta</div>
<blockquote>
<div>“Una costante fisica è una grandezza fisica oppure un numero adimensionale che è universale in natura e indipendente dall&#8217;istante e dal luogo in cui viene misurata (costante di natura)”.</div>
<div>“Ci sono molte costanti in natura, molte delle quali sono riconducibili a combinazioni della costante di Planck ħ, la costante di gravitazione universale G, la velocità della luce nel vuoto c, la costante dielettrica del vuoto ε0, e la carica elementare e”.</div>
</blockquote>
<div>
<div id="attachment_1852" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/2008-07_lug_05_003_P4.jpg"><img class="size-medium wp-image-1852" title="Esami di Maturità" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/06/2008-07_lug_05_003_P4-300x225.jpg" alt="Esami" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Esami</p></div>
<p>Così Wikipedia sulle costanti fisiche.</p></div>
<div>A queste  se ne dovrebbe aggiungere un&#8217;altra: le diciotto ore degli insegnanti, grandezza invariabile, indipendente da come la si misuri.</div>
<div>Qualche esempio.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>C&#8217;è pure l&#8217;ora di ricevimento settimanale.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Le lezioni dovrai pure prepararle, devi aggiornarti. E poi devi anche tener dietro alle novità che vengono dal Ministero.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Poi ci sono i compiti. Vanno preparati, mica posso ridargli quello dell&#8217;anno scorso, che lo hanno comprato da quelli dell&#8217;anno prima. E poi se do questo compito alla classe che ho quest&#8217;anno, sai che macello. E arrivare a scuola almeno mezz&#8217;ora prima per fotocopiarlo e magari c&#8217;è la coda. E poi correggerlo. Anzi correggerli e aumentano sempre. Perché magari hai sempre tre classi, ma quando al Ministero alzano il numero degli alunni per classe mica ci pensano che gli alunni da seguire piano piano sono passati da sessanta a novanta. Anzi no, visto che a inizio carriera avevi tre classi e adesso ne hai cinque, sono passati da sessanta a centocinquanta.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>E poi ad un certo punto con l&#8217;aumento degli alunni non ce la fai più con le verifiche orali e passi ai test. Anche quelli da preparare, fotocopiare, correggere.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>In qualche materia tecnica in quinta si assegna qualche compito di un certo peso, ad esempio un progetto o un bilancio. Che richiede un bell&#8217;impegno agli studenti, ma anche agli insegnanti, per entrambe a volte finisce con l&#8217;impegnare una o più notti. Anche questi compiti crescono col numero degli studenti, finché un anno con l&#8217;assegnazione delle cattedre, ci si ritrova con due quinte da trenta e i lavori raddoppiano.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>E poi ci sono le riunioni: collegio docenti ordinari e straordinari, consigli di classe ordinari e straordinari, riunioni per materie, programmazione, commissioni varie ed eventuali. Infine gli scrutini. Lo sapevate che per gli scrutini non c&#8217;è limite di tempo?</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Le riunioni si portano dietro i documenti. Programmi preventivi e consuntivi, programmazione, documento del 15 maggio, relazione sulla classe, relazione sul programma. E poi PEI, POF, PTOF e CPNHPNM (1). Alla fine  fare le medie e anche un giudizio per giustificare ogni voto, soprattutto quelli negativi. Dare indicazioni su cosa devono studiare i rimandati (come se non ci fosse il programma). Consegnare i compiti scritti impacchettati ed etichettati. E per ogni riunione c&#8217;è un verbale che qualcuno dovrà pur fare.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Per non parlare delle piccole cose: “Passi in segreteria” “Passi dal preside” “C&#8217;è una circolare da firmare e da leggere” “Ho bisogno di parlarti per quell&#8217;alunno di terza”. Fare la fotocopia di un articolo interessante, sentire se il laboratorio è disponibile, concordare col tecnico un&#8217;esercitazione, prenotare gli audiovisivi (ma dov&#8217;è finita la bidella?).</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Se poi si parla di andare in gita siamo nel surreale. In pratica si è in servizio 24 ore su 24, gratis, con enormi responsabilità e c&#8217;è  pure caso di rimetterci dei soldi.</div>
<div>Quanto lavora un insegnante? “Diciotto ore”.</div>
<div>Ci sarebbe poi la questione dei tre mesi di ferie, altra costante. I tre mesi, in alcuni casi, vanno dal 10 luglio al 20 agosto. Come questo sia possibile è tuttora oggetto di studio. In ogni caso potrebbe essere un ottimo spunto per una sceneggiatura di Christopher Nolan, autore di film di fantascienza basati sullo sfasamento temporale come “Inception” e “Interstellar”.</div>
<div></div>
<div>(1) Chi Più Ne Ha Più Ne Metta</div>
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