<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Specchio antico &#187; petaloso</title>
	<atom:link href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/?feed=rss2&#038;tag=petaloso" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.riccardoghinelli.it/blog</link>
	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Aug 2021 07:27:30 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Petaloso, pensieri per una piccola parola</title>
		<link>http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=1822</link>
		<comments>http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=1822#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 20:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Patacate varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[petaloso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=1822</guid>
		<description><![CDATA[Sui social network è stato un giorno di follia. La parola petaloso ha cominciato a rimbalzare in rete e, dovunque sia arrivata, ha provocato reazioni divertite e divertenti. Legioni di creativi (me compreso) si sono cimentati con la nuova parola, chi scrivendo, chi disegnando, chi tirando fuori una foto dal&#8217;archivio. I giornalisti hanno indagato, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1829" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/Petaloso.jpg"><img class="size-medium wp-image-1829" title="Fiore petaloso" src="http://www.riccardoghinelli.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/Petaloso-300x196.jpg" alt="Fiore petaloso" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Il mio Tweet così come è apparso al Tg1 delle 20</p></div>
<p>Sui social network è stato un giorno di follia. La parola petaloso ha cominciato a rimbalzare in rete e, dovunque sia arrivata, ha provocato reazioni divertite e divertenti. Legioni di creativi (me compreso) si sono cimentati con la nuova parola, chi scrivendo, chi disegnando, chi tirando fuori una foto dal&#8217;archivio. I giornalisti hanno indagato, i pubblicitari hanno improvvisato slogan per dimostrare che i loro prodotti fossero petalosi.</p>
<p>La cosa merita qualche commento.</p>
<p>Vediamo come è nata.</p>
<p>Un bambino, Matteo, commette un errore: scrive un aggettivo che non esiste.</p>
<p>La maestra invece di guardare solo all&#8217;errore, commenta che l&#8217;errore è &#8220;bello&#8221; e valuta il compito positivamente.</p>
<p>La cosa poteva finire lì. Invece la maestra decide di consultare nientepopodimenoche l&#8217;Accademia della Crusca.</p>
<p>L&#8217;Accademia della Crusca risponde, rientra nei suoi compiti istituzionali. Lo fa con una bella lettera, in cui approfitta per spiegare a quei bambini come una parola entra a far parte del vocabolario.</p>
<p>La maestra decide che quella cosa non deve restare solo per la sua classe e condivide su un social network.</p>
<p>E qui &#8220;petaloso&#8221; esplode, diventa virale. Su Facebook il post viene condiviso, commentato, nascono altri post sull&#8217;argomento che a loro volta vengono condivisi. Su Twitter #petaloso entra nell&#8217;Olimpo degli hashtag di tendenza, Istagram fiorisce di immagini petalose. I giornalisti hanno indagato, i pubblicitari hanno improvvisato slogan per dimostrare che i prodotti dei loro clienti fossero petalosi.</p>
<p>Un gioco? Forse, ma alla parola &#8220;gioco&#8221; scatta un&#8217;associazione: chi conosce la teoria dei giochi potrebbe parlare di &#8220;gioco a somma non zero&#8221;. L&#8217;economia classica ci ha abituato ai giochi &#8220;a somma zero&#8221; dove se uno guadagna l&#8217;altro perde. Questo, invece, è un gioco dove molti hanno guadagnato senza che nessuno abbia perso. Certo, i guadagni di molti sono esprimibili soprattutto in termini di stima e autostima. Questo vale soprattutto per Matteo, per la maestra e per l&#8217;Accademia della Crusca, che ha avuto un guadagno di immagine non indifferente. Ma una notizia che rimbalza per il Web genera anche dei ritorni economici e le agenzie pubblicitarie non hanno certo lavorato gratis.</p>
<p>Il tutto è partito da gesti gratuiti: la maestra poteva chiudere lì, l&#8217;Accademia della Crusca poteva dare una risposta concisa e burocratica, di nuovo la maestra poteva tenere per sé la lettera di risposta. Invece hanno fatto qualcosa in più e ne hanno ricavato qualcosa per sè e per gli altri.</p>
<p>Un&#8217;altre considerazione. Da tempo, insieme ad altri, lavoriamo al progetto della &#8220;Scuola del Gratuito&#8221;. Fra le molte cose che diciamo che anche l&#8217;errore è positivo, è una occasione di imparare. Quale migliore esempio di questo?</p>
<p>Ma prima di noi ci aveva pensato Darwin. O meglio possiamo desumerlo dalla sintesi moderna che si fa tra teoria di Darwin e genetica. Pensateci un attimo: &#8220;petaloso&#8221; nell&#8217;ecosistema del Vocabolario esistente sarebbe un errore, così come lo sono le mutazioni. La lettera dell&#8217;Accademia si presta bene anche a spiegare come funzioni l&#8217;evoluzione: se la parola trova un ecosistema favorevole sopravviverà e potrà farne parte in permanenza.  Magari nel passato qualche altro bambino ha prodotto la stesa parola, ma non ha trovato l&#8217;ambiente favorevole: la maestra ha fatto un segno rosso e dato un voto in meno. Mentre scrivo apprendo che Michele Serra l&#8217;aveva già usata nel &#8216;91 su Panorama, evidentemente non era il posto giusto.  Per il momento l&#8217;ecosistema Web ha reagito molto bene. Non resta che aspettare e continuare ad usare questa simpatica parola.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.riccardoghinelli.it/blog/?feed=rss2&amp;p=1822</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
