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	<title>Specchio antico &#187; sviluppo</title>
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	<description>Ora vediamo come in uno specchio antico (San Paolo)</description>
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		<title>Ci dobbiamo sviluppare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 18:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per combattere la povertà ci vuole lo sviluppo, ci dicono.
Ma quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?
Quand&#8217;ero bambino , negli anni ’50, mia mamma lavava i panni nel mastello e i piatti nell&#8217;acquaio. D&#8217;estate comprava blocchi di ghiaccio per la ghiacciaia. Più o meno tutti i vicini facevano così. Ora è normale che in famiglia ci siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per combattere la povertà ci vuole lo sviluppo, ci dicono.<br />
Ma quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?<br />
Quand&#8217;ero bambino , negli anni ’50, mia mamma lavava i panni nel mastello e i piatti nell&#8217;acquaio. D&#8217;estate comprava blocchi di ghiaccio per la ghiacciaia. Più o meno tutti i vicini facevano così. Ora è normale che in famiglia ci siano lavatrice, lavapiatti e il frigorifero col congelatore. Ma c&#8217;è ancora chi fa fatica ad avere i panni per cambiarsi e il cibo da mettere nel piatto, figurarsi nel frigo.<br />
Quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?<br />
Vivevamo in una casa in affitto, una camera cucina sala e bagno, ci scaldavamo con la stufa economica e alla sera con lo scaldino nel letto. Ricordo ancora il mucchio della legna. Ora è normale avere la casa di proprietà, col termosifone e la caldaia a gas, doppi servizi. E il garage. Ma nelle sere d’inverno c’è qualcuno che si deve preoccupare di cercare i barboni sotto i ponti, per non doverne portare via il cadavere la mattina dopo.<br />
Quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?<br />
Quando ci muovevamo, noi bambini salivamo sulla canna della bici del babbo. Poi abbiamo avuto la bicicletta anche noi. Più tardi un Velosolex ereditato dal nonno e una lussuosa Lambretta, usata. Oggi in una famiglia che si rispetti ci sono due automobili e a quattordici anni lo scooter è quasi un diritto. Ma alla Caritas fanno felici un sacco di persone distribuendo scarpe usate.<br />
Quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?<br />
Eravamo una famiglia di privilegiati: l&#8217;azienda dove lavorava mio padre aveva le Colonie estive. Così d&#8217;estate noi bambini potevamo goderci un po&#8217; di aria di montagna, lontano dalla famiglia. Ora in montagna ci si va d&#8217;inverno, tutta la famiglia insieme a sciare. Oppure si va al villaggio turistico. O si prende un volo per una capitale europea. Ma per qualcuno il viaggio è una traversata del Mediterraneo su un barcone per sfuggire alla miseria, alla fame, alla guerra.<br />
Quanto ci dobbiamo ancora sviluppare?<br />
Mio padre fece una cosa che nel quartiere lo portò all’avanguardia della tecnologia : comprò un televisore. Certe sere nel tinello si radunavano i vicini per vedere Mike Bongiorno. Vedevamo al Telegiornale Ruggero Orlando che aveva filmato il suo corsivo il giorno prima a New York e lo aveva spedito a Roma con l’aereo. Il telefono arrivò più tardi, su una linea duplex, condivisa con un vicino: se stava telefonando lui, non potevi farlo tu. Adesso i televisori si sono moltiplicati: sala, cucina, camera da letto. E cominciano ad invecchiare. C’è Internet, che ci permette di avere in casa tutto il Mondo e magari vederti faccia a facci con un giapponese o un australiano. E poi puoi essere sempre connesso. Con lo smartphone e con il tablet puoi scattare una foto e farla vedere al Mondo nel tempo che Ruggero Orlando impiegava per dire “Qui New York”. Ma la povertà che è nelle nostre città ancora non la vediamo, chi soffre è sempre invisibile.<br />
Quanto ci dobbiamo ancora sviluppare perché non ci sia più la povertà?</p>
<p>Ma forse è sbagliata la domanda: come ci dobbiamo sviluppare? O cosa dobbiamo sviluppare?<br />
Forse capiremmo meglio.</p>
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